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Ridimensionato anche Jurgen Klopp. Vincitore nelle ultime due stagioni di una Champions League e della Premier (al Liverpool mancava da trent’anni), l’allenatore tedesco esce ai quarti di finale nella massima competizione europea per merito del Real Madrid più italianista che mai e va verso un finale di stagione avaro e problematico (è fuori dalla zona Champions).

Zidane ha difeso a quattro, ma abbassandosi molto e formando spesso una linea a sei con i rientri degli attaccanti. Ha chiuso ogni pertugio e, con esso, ogni linea di passaggio, respingendo come un muro qualsiasi tentativo centrale. Poi, sui cross, ha giganteggiato Nacho in coppia con Militao e il Real meno Real di sempre (era falcidiato dalle assenze) ha ottenuto lo 0-0 che in semifinale lo porrà al cospetto del Chelsea di Tuchel, un altro tedesco che, al momento, sembra poter soppiantare Klopp per risultati (finale di Champions e tre titoli in Francia con il Paris l’anno scorso) e rendimento complessivo (in Premier ha rialzato un Chelsea depresso da Lampard, il Pirlo d’Inghilterra).

Era difficile che la settima squadra del campionato inglese (il Liverpool appunto) estromettesse la seconda della Liga, ma due gol non sarebbero stati impossibili da segnare per una formazione che sta bene di testa e di gambe. Invece, il Liverpool che quest’anno ha perso sei partite consecutive in casa, è stato scontato e monocorde; Salah, che ha avuto più occasioni degli altri, si è fatto ipnotizzare da Courtois, Firmino non trova né il guizzo, né la porta, Manè è altruista ma non più geniale. Dire che è una squadra normale è forse impietoso e anche ingiusto, tuttavia il Liverpool ha pressato in avanti con il gegen pressing di Klopp solo per un’ora e nemmeno intera. Poi sono subentrate fretta e fatica che hanno annebbiato la vista è confuso le idee.

E dire che la partita era cominciata bene per i rossi d’Inghilterra con due occasioni, una in fila all’altra, di Salah. Sulla prima, l’egiziano ha centrato Courtois, sulla seconda non è stato in grado di chiudere l’invito di Mané da sinistra. Per almeno un quarto d’ora il Real è sembrato totalmente in balìa degli avversari, sempre sul punto di crollare per qualche iniziativa degli uomini di Klopp. Milner, per esempio, ha scorto l’opportunità di scagliare un fendente sotto la traversa e il portiere del Real è volato a deviare. All’improvviso, però, si è destato Benzema, che ha avvicinato il gol come solo in un’altra occasione è capitato alla sua squadra durante l’intera partita. Preso in mezzo a tre, il centravanti ha domato palla, se l’è portata avanti difendendone il possesso e poi ha tirato verso la porta di Alisson. Sulla traiettoria ha toccato Ozan Kabak, il centrale turco della difesa inglese, e la palla è finita dritta sul palo. 

Ecco, seppur non così episodicamente, dal Real ci si aspettava la ricerca del gol (che avrebbe portato a tre il vantaggio nelle due partite) e poi un controllo meno affannoso della gara. Va detto, comunque, che nella parte centrale del primo tempo, la squadra di Zidane ha recuperato, in parte, il possesso e disposto un palleggio che, seppur fine a se stesso, ha frenato il Liverpool. Del quale è necessario tornare a scrivere poco prima dell’intervallo con due conclusioni sciupate. Una dal solito Salah (assist di Manè), l’altra da Wijnaldum (servizio di Alexander Arnold). Entrambi i tiri, da posizione favorevole, sono finiti alti. Quasi sicuramente se il Liverpool avesse segnato ad inizio di ripresa avremmo visto un’altra partita, ma Courtois ha proseguito nella sua prestazione eccellente respingendo subito (erano passati 45” del secondo tempo) un tiro da dentro l’area di Firmino. Il Real Madrid, sempre più arroccato, ha azionato un paio di contropiede prima di rintanarsi definitivamente nella propria metà campo. Milner (53’) ha salvato su un cross basso di Mendy e Alisson (66’) ha fermato Vinicius con un’uscita in due fasi. Il primo controllo poco felice del madrileno ha consentito al portiere di risolvere una situazione complicatissima. Da lì in avanti solo Liverpool, ma con un’apprensione che ha tolto lucidità. In tre compagni, a ridosso dell’area del portiere, si sono quasi ostacolati prima del tiro, deviato, del solito Salah. Quindi Firmino, servito di testa su una palla rimessa da Alexander Arnold, ha calciato a botta sicura, ma Militao ha respinto di interno coscia. All’elenco delle occasioni si è iscritto anche il neo-entrato Diogo Jota (esterno della rete), mentre Courtois, il migliore del Real, ha chiuso su Salah, lanciato da un errore di Mendy. Avanti Zidane, dunque. Ma a tutta difesa.