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C'era un buco, enorme, nella rosa della Juve nella scorsa stagione: mancava un vice Alex Sandro. Sulla carta era Mattia De Sciglio, ma i suoi continui infortuni hanno di fatto costretto il brasiliano a non tirare mai il fiato. E comunque Maurizio Sarri preferiva un mancino naturale, nonostante lo stesso tecnico avesse fatto saltare all'ultimo momento lo scambio di gennaio tra lo stesso De Sciglio e Lavyin Kurzawa, che pure sembrava operazione utile più per il bilancio che per il campo. Poi è finita la stagione, la Juve ha cominciato a sondare il mercato per rimediare all'antico errore, la pista più concreta è sempre stata quella che portava a Emerson Palmieri, però anche su Robin Gosens sono stati fatti ragionamenti decisamente approfonditi. Ma dopo la staffetta tra Sarri e Andrea Pirlo, tutto è cambiato. Sono cambiate le strategie di mercato, sono cambiati gli equilibri interni e tattici. Cosa non è cambiata è la formazione della batteria di terzini della Juve. Con due soluzioni, una interna già decisa da Pirlo e una sul mercato su cui sta lavorando la coppia Paratici-Cherubini.

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