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Il Milan ha preso il primo punto in Champions col pareggio col Porto, non è ancora fuori dalla Champions, ma rischia anche per l’Europa League. Solo la miracolosa combinazione di diversi risultati nelle prossime gare potrebbe portarlo agli ottavi. Anche in questa partita è arrivata la conferma che la sua coppa è esattamente l’opposto del suo campionato: 4 partite, 3 sconfitte, un pareggio e 0 vittorie in Champions; 11 partite, 10 vittorie, un pareggio e 0 sconfitte in campionato. Opposto di se stesso e, per la fantastica follia di questo sport, opposto anche della Juve, a punteggio pieno in Champions e in crisi in campionato.

PORTO EUROPEO - Fra le squadre di seconda fascia, il Porto è quella dal marchio internazionale più accentuato. Per un’ora ha giocato la partita che il Milan non voleva giocare, che non poteva giocare perché il suo tipo di calcio, per esprimersi al massimo, ha bisogno di tutto quello che la squadra di Sergio Conceicao (allenatore da un futuro di grande livello) non ha concesso. Anche all’andata la squadra di Pioli era andata fuori tema, stavolta peggio, almeno nei primi 60'. L’ordine tattico dei portoghesi l’ha frastornata. Tre linee compatte si muovevano tutte insieme in 50-60 metri, in possesso palla quella difensiva saliva fino a metà campo, il Porto sembrava legato col fil di ferro, non c’era mai un giocatore fuori posto, mai un atto disordinato, era tutto predisposto, tutto logico e tutto di grande efficacia: il Milan senza spazio soffocava tanto da precipitare per 7 volte in fuorigioco. Poteva provarci Brahim Diaz, ma al rientro dopo un mese la condizione non gli permetteva i soliti spunti; poteva sprintare Leao, ma il movimento in avanti del Porto toglieva a Bennacer, Tonali e compagni il tempo e lo spazio per il lancio. Solo una volta il Milan aveva incontrato una simile difficoltà: a Oporto. Era come se la lezione dell’andata fosse stata inutile, soprattutto nella gestione della palla. L’aggressività era la prerogativa del Porto che, corto com’era, aveva la possibilità di recuperare in un attimo il pallone.

DUE TIRI IN 45' - L’incredibile disagio in cui si è ritrovata la squadra di Pioli ha prodotto appena due tiri nel primo tempo (a otto...), uno solo nello specchio della porta, quello di sinistro di Giroud da fuori area (bella deviazione di Diogo Costa in angolo) arrivato dopo 33 minuti. Il Porto aveva piegato il risultato a suo favore alla prima occasione. Il serbo Grujic (inserito in formazione all’ultimo istante per l’infortunio di Uribe) ha strappato la palla dai piedi di Bennacer con un intervento che in Serie A sarebbe stato considerato falloso, ma in Champions, almeno per il francese Turpin, era da ritenere regolare, palla a sinistra a Luis Diaz, lasciato incustodito in piena area da Calabria, e gol. Il Porto ha avuto altre tre buone occasioni per raddoppiare e su una (colpo di testa di Grujic, il migliore in campo) Tatarusanu ha fatto un mezzo miracolo. Quelle occasioni non sfruttate, unite alla traversa centrata nella ripresa, saranno il vero rimpianto di Conceicao.

IL PAREGGIO - A inizio ripresa Pioli ha tolto Calabria (aveva preso un colpo in testa) e messo Kalulu, che ha avuto un bell’impatto sulla gara. Conceicao aveva anticipato la mossa del collega milanese spostando i suoi uomini: visto che l’unico pericolo arrivava dagli attacchi da dietro di Hernandez, ha messo l’indiavolato Luis Diaz da quella parte, con Otavio trequartista, Taremi a sinstra e Evanilson prima punta. Il Porto è andato a un passo dal raddoppio con la traversa centrata proprio da Evanilson (colpo di testa) controllato male da Giroud, dopo l’assist sempre di testa di Pepe in seguito a una punizione di Sergio Oliveira. Il Milan sembrava un po’ più preciso del primo tempo anche perché ora i portoghesi stavano perdendo le distanze corrette fra i reparti. Il pareggio dei rossoneri è arrivato dopo un’ora di sofferenza. Punizione di Bennacer smorzata dalla barriera, sulla palla si è avventato Giroud, tiro respinto da Diogo Costa, la palla è schizzata sul piede di Kalulu, tiro-cross e deviazione di Mbemba nella sua porta.

ANCHE CON IBRA - Pioli ha dato nuove energie in mezzo al campo con Krunic (per Brahin Diaz, fuori forma) e Kessie (per Tonali, un po’ acciaccato). Poi, a un quarto d’ora dalla fine, è entrato anche Ibrahimovic al posto di Giroud. Ibra ha segnato il gol del 2-1 su assist di Hernandez, partito però in fuorigioco. Non c’era più spinta, né da una parte, né dall’altra e anche se ora è uscito dalla sofferenza, il Milan non era in grado di alzare la voce. Il vecchio Pepe là dietro dominava. Per la prima volta nella loro storia di Champions, i rossoneri non sono riusciti a vincere nemmeno una delle prime quattro gare del girone.



IL TABELLINO 
Milan-Porto 1-1 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 5' pt Diaz (Por), 16' st aut Mbemba (Por)

Assist: 5' pt Grujic (Por)

MILAN: Tatarusanu; Calabria (Dal 1' st Kalulu), Tomori, Romagnoli, Theo Hernandez; Tonali (dal 22' st Kessie), Bennacer; Saelemaekers, Brahim Diaz (dal 22' st Krunic), Leao (dal 39' st Maldini); Giroud (dal 31' st Ibrahimovic). A disp.: Mirante, Jungdal, Ibrahimovic, Kalulu, Kjaer, Maldini, Krunic, Bakayoko, Gabbia, Kessie. All.: Pioli. 

PORTO: Diogo Costa; Joao Mario, Pepe, Mbemba, Zaidu; Otavio (dal 39' st Pepe), Grujic, Sergio Oliveira (24' st Vitinha), Luis Diaz (dal 33' st Bruno Costa); Taremi (dal 39' st Toni Martinez), Evanilson (dal 33' st Conceicao). A disp.: Marechesin, Fabio Cardoso, Francisco Conceiçao, Pepê, Claudio, Corona, Manafà, Vitinha, Bruno Costa, Toni Martinez, Nanu, Fabio Vieira. All.: Conceiçao.  

Ammoniti: 27' pt Pioli (Mil), 4' st Grujic (Por), 9' st Tomori (Mil), 19' st Mbemba (Por), 28' st Vitinha (Por), 46' st Conceicao (Por)