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Un mese e mezzo fa, commentando uno scudetto vinto con merito ampio, più ampio rispetto ai 2 punti di vantaggio sull’Inter, dicevamo che nella vittoria del Milan c’era tutto fuorché sorpresa. C’era lavoro, talento, chimica, gruppo, soprattutto c’era forza. Se un anno fa, al via della stagione, l’Inter – nonostante le cessioni – poteva essere considerata la squadra più forte, al traguardo di maggio non era certamente così, perché un mese dopo l’altro tutto il Milan è cresciuto, lievitato, si è affermato: Maignan, Kalulu, ma anche Tomori, Theo e Bennacer, e poi Tonali e infine soprattutto Leao, di gran lunga il miglior giocatore del campionato. Il Milan ha cioè vinto, anche perché s’è dimostrata la squadra più forte. Nel classico giochino del best of tra le 2 squadre titolari, erano di più i milanisti degl’interisti, almeno 6 vs 5.

Il punto è che oggi non siamo al 22 di maggio, ma al 4 di luglio, a poco più di un mese dall’inizio del campionato e le squadre non sono le stesse di allora. Parlando di acquisti già fatti, l’Inter ha sommato alla squadra arrivata seconda in volata, Lukaku e Asslani, Onana e Mkhitaryan, più Bellanova. A oggi ha perso solo Perisic, ma avrà Gosens a tempo pieno. Non ci sono dubbi che sia decisamente più forte, in questo momento anche più forte della squadra che con Conte ha vinto lo scudetto (mancano Hakimi e Perisic, ma in compenso ci sono Miki e Calha, i vice di Handanovic e Brozovic, più Dumfries e Gosens).

Parlando di acquisti virtualmente già conclusi, la Juventus è a un passo dall’annuncio di Pogba e Di Maria, due che da soli cambiano una squadra. Non ci sono ancora, ma in realtà è come se già fossero a Torino, questione di ore. Ha perso Dybala per scelta e avrà il miglior Chiesa solo dopo il Mondiale. Servirà certamente altro, e molto dipenderà dall’effettiva cessione di De Ligt, che da solo potrebbe valere 3 nuovi titolari, cominciando da Zaniolo. La Juventus non è insomma avanti come l’Inter, ma s’è garantita 2 campioni, pagando loro solo l’ingaggio.
Il Milan invece al momento ha solo Origi (4 anni da riserva a Liverpool e naturali necessità di adattamento, prima di capire quanto effettivamente vale) e portato a casa due giovani di belle speranze, apparentemente ancora acerbi per un posto da titolare, Pobega e Adli. Nel frattempo ha perso Kessie e Romagnoli, come sempre a parametro zero. A spanne, oggi il Milan è l’unica delle 3 grandi tradizionali del nostro calcio, delle 3 principali concorrenti al prossimo scudetto, a essere meno forte di quanto non fosse il 22 di maggio.
Certo, poi arriverà anche per l’Inter il momento delle cessioni (indispensabili per fare quadrare il bilancio) e per il Milan l’ora degli acquisti. C’è una piccola parte miope della tifoseria rossonera che non vuole riconoscere meriti a Beppe Marotta, probabilmente solo per ottusa questione di maglia. La situazione economica dell’Inter è certamente la più delicata di tutte, eufemismo, eppure tra prestiti e pagherò l’Inter si è rafforzata come mai aveva fatto negli ultimi anni. Dirlo non significa negare i problemi. Fosse arrivata l’offertona per Martinez, il più forte giocatore dell’Inter, Dybala sarebbe già nerazzurro e Skriniar non dovrebbe essere ceduto. E Inzaghi avrebbe avuto in ogni caso una squadra più forte di quella allenata il primo anno.

Ecco cos’è il metodo Marotta che Maldini e Massara devono applicare per ristabilire le posizioni sulla griglia di partenza: creatività e fantasia, e le operazioni in atto per arrivare a Ziyech e Dybala ne sono evidente dimostrazione. E potrebbe essere anche più facile, perché il Milan a differenza dell’Inter non ha bisogno di vendere per finanziare il proprio rafforzamento: 45 milioni non sono il budget di un top club (ci si compra a prezzo pieno un solo giocatore, di quelli ambiti e conosciuti) ma permettono almeno un paio di scommesse importanti. Poi, appena sistemato il mercato “esterno” sarà il caso di passare urgentemente a quello “interno”, col prolungamento indispensabile di giocatori chiave quali Leao e Bennacer. Perché il giorno che il Milan dovesse stare loro stretto, diventino strumento di autofinanziamento e non allunghino invece la collana di rossoneri scivolati via a parametri zero.
@GianniVisnadi