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Aspettando Ibra. Il Milan del ritrovato Stefano Pioli viaggia a gonfie vele e continua soprattutto a segnare a raffica, nonostante l'assenza del suo attaccante più forte. Sono già 13 i marcatori diversi andati a bersaglio in questa prima parte di stagione, nonostante in rosa non esista un vero alter ego del gigante di Malmoe. Leao, a sua volta ancora ai box, si trova più a suo agio da esterno di sinistra, il giovane Colombo è comprensibilmente ancora acerbo per certi palcoscenici e anche contro il Celtic Ante Rebic ha dimostrato la sua fatica nell'interpretare un ruolo che non esalta le sue caratteristiche
 
 


LA SCELTA SU REBIC - Bravo certamente nell'eseguire con spirito di sacrificio i compiti difensivi e nel creare spazio per gli inserimenti dei compagni - come dimostrano gli assist a Lille per Castillejo e a Napoli per Ibra o il movimento che ha seminato il panico nella difesa del Celtic portando al gol del momentaneo 2-2 - il croato risente inoltre dei postumi dell'infortunio al gomito subito a Crotone a livello di confidenza sotto l'aspetto fisico e tecnico. Tutto lascerebbe pensare dunque ad un Milan pronto ad intervenire sul mercato di gennaio per colmare una delle poche lacune evidenziate dall'organico in questo primo scorcio di annata. La scelta invece di Maldini e Massara, in totale accordo con l'ad Gazidis, è di dare più continuità possibile al gruppo guidato da Pioli e a toccare il meno possibile gli ingranaggi di una macchina che sta funzionando al meglio, facendo tesoro delle certezze acquisite nel periodo post-lockdwon, dal giugno scorso in poi. 
LA STRATEGIA DI MALDINI - Quantitativamente, la dirigenza rossonera reputa di avere in casa le soluzioni ideali per fronteggiare le assenze di Ibrahimovic - nella stagione scorsa, con una condizione fisica ben diversa, Rebic segnò 6 gol in 12 partite da centravanti - e sarebbe pronta ad intervenire soltanto in caso di reale opportunità. Ben diverso il discorso per giugno, quando si porrà il problema di individuare un'alternativa futuribile a Ibra, che potrebbe anche decidere di proseguire per un altro anno, ma che alla soglia dei 40 anni non sarà più il riferimento unico di tutta la manovra offensiva del Milan. In questa ottica, profili giovani e in crescita come Marcus Thuram, Donyell Malen o il sempreverde Luka Jovic possono tornare d'attualità.