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Non è difficile avere stima di Gattuso. Né dell’uomo, che più volte nel corso della sua vita pubblica ha dimostrato serietà, onestà, abnegazione, coraggio; né del professionista, scrupoloso e dedito al lavoro. Quanto gli sta capitando da qualche tempo a questa parte, però, merita una riflessione, perché la rottura clamorosa e traumatica con la Fiorentina non è il primo episodio del genere a vederlo coinvolto. Anzi: è il terzo in due anni. Tanti. Troppi, forse.

Nell’estate del 2019 Gattuso ha lasciato il Milan in rotta con il suo vecchio amico Maldini e soprattutto con Leonardo. Ha dato una lezione di sensibilità, rinunciando all’ingaggio ma pretendendo che venissero pagati i suoi collaboratori, e se n’è andato sbattendo la porta. E’ passato da vittima e da eroe.

A Napoli ha sostituito Ancelotti a metà stagione, si è guadagnato la conferma, ma sei mesi fa è entrato in rotta di collisione con De Laurentiis. La frattura è diventata sempre più profonda, i toni decisamente sgradevoli. Ha dovuto anche affrontare problemi personali di rilievo, a cominciare dalla malattia agli occhi, ma si è comunque arrivati al muro contro muro: la sua sorte era segnata ben prima che fallisse l’assalto alla Champions nell’ultima sciagurata partita contro il Verona. Contro di lui a Napoli è stata messa in piedi una campagna ostile, ma a livello nazionale ha goduto nuovamente di grande credito: tra Gattuso e De Laurentiis, chi non sta con Rino?

Adesso l’ultimo atto a Firenze. Anche Commisso spesso è sgradevole e arrogante, in questo ricorda il presidente del Napoli, ma stavolta la lite con Gattuso è stata davvero immediata: tre settimane e via, tutto per aria. Con il retrogusto amaro che sullo sfondo ci sia la discutibile figura di Mendes, il procuratore di Rino, pronto a chiedere laute commissioni per calciatori segnalati dall’allenatore. Una brutta storia, nella quale per molti è facile indicare come responsabile l’aggressivo proprietario del club viola.

Leonardo, De Laurentiis, Commisso: uomini con storie e eleganza differenti. Gattuso in 24 mesi ha litigato con tutt’e tre ed è chiaro che la colpa non può essere sempre degli altri. Sennò Rino diventa come l’automobilista convinto che vadano tutti contromano: forse è lui a avere imboccato l’autostrada nella direzione sbagliata.

@steagresti