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Shevchenko ha vinto tutto nella sua carriera col Milan, Pallone d’Oro compreso, ritrovandolo da avversario dopo 4.588 giorni dalla sua ultima maglia rossonera gli avrebbe fatto lo stesso uno scherzetto, ma era davvero impossibile. Troppo distante il suo Genoa dal Milan, troppa differenza tecnica, tattica, fisica, di mentalità. A Marassi la squadra di Pioli ha ripreso la sua corsa dopo due sconfitte di fila e ha rimontato due punti al Napoli, fermato sul 2-2 dal Sassuolo a Reggio Emilia. Tre a zero con una ventina di tiri e un dominio pressoché totale. Deciso, arrembante, pieno di voglia e di qualità, così ha vinto a Genova. Ibrahimovic è stato ancora volta il suo faro e il suo porto sicuro, in questa partita ha segnato ed è arrivato a concludere 8 volte in un’ora. Ma da questa gara Pioli esce con una nuova certezza, di nome Messias. Gol in Champions a Madrid al debutto nel Milan, doppietta a Marassi alla prima da titolare. Accanto a Leao, Rebic e Brahim Diaz ora c’è anche lui, un esterno (ma anche trequartista) di grande tecnica, una vera risorsa in più. Quanto a Sheva, per pensare seriamente alla salvezza a gennaio dovrà rifare mezza squadra.

TUTTO MILAN - Sessanta secondi, proprio sessanta, di Genoa col tiro di Cambiaso alto di poco. Poi, solo Milan. Quello che Pioli aveva preparato sulla scia delle due sconfitte di fila, una reazione furente ma intelligente, si è visto subito in campo. Eppure il Milan aveva iniziato con due handicap non da poco. Il primo, seppure previsto, era dato dal momentaneo sorpasso dell’Inter che aveva appena battuto lo Spezia. Il secondo, brutto e inatteso, era l’infortunio dopo appena un minuto di Kjaer. Distorsione al ginocchio sinistro, ne sapremo di più nelle prossime ore. Tutto questo non ha sconvolto i piani del Milan che ha preso il Genoa al collo e non l’ha più mollato per quasi mezz’ora. Il gol è arrivato con una punizione di Ibrahimovic per un tocco di mano di Ekuban su tiro di Kalulu: Sirigu è rimasto piantato in mezzo alla porta, mentre la palla filava vicino al palo.

IBRA DEI RECORD - Per dare un’idea della furia tecnica e fisica del Milan basta riportare un dato: nei primi 20', Ibra ha concluso 6 volte. Il gol di Zlatan ha portato con sé non solo la vittoria ma anche una serie di record: gol numero 90 in maglia rossonera, numero 153 in Serie A come Crespo e Nyers, numero 73 in A col Milan come Pippo Inzaghi, numero 31 in A dopo aver compiuto i 38 anni come solo Silvio Piola era riuscito a fare.

MESSIAS/1 - Il Genoa era incapace di reagire, in panchina Sheva sembrava sbigottito. Ordinava a Badelj e Rovella (l’unico genoano sempre in partita) di alzare la linea di gioco, ma il Milan li spingeva sempre più giù. Tre occasioni più o meno nitide per il Milan, poi, dopo 25' di vera sofferenza, il Genoa si è riaffacciato nella metà campo rossonera, anche se Maignan non ha fatto una sola parata. Il seppur breve ritorno in partita dei rossoblù ha inevitabilmente aperto un po’ di spazi che Brahim Diaz, con due fantastici slalom, ha inghiottito in un attimo riavvicinandosi al gol. In pieno recupero, è stato ancora Messias e ancora di testa a chiudere il conto col 2-0: tiro di Krunic rimpallato da Vanheusden, la palla si è impennata e Messias, con un pallonetto di testa l’ha messa dove Sirigu non poteva arrivare. L’azione è iniziata con un colpo di tacco di Ibrahimovic, tanto per gradire.

IL RIPOSO DEL GRANDE VECCHIO - Nel finale del primo tempo era stato ammonito Gabbia che Pioli, nonostante il suo ingresso al posto di Kjaer, ha sostituito nell’intervallo per evitare ogni brutta sorpresa, facendo entrare Florenzi e accentrando Kalulu accanto a Tomori. Shevchenko ha fatto invece un cambio offensivo, puntando sulla qualità di Hernani al posto di Sturaro. Ibra ha avuto un’altra occasione subito in apertura di ripresa, ma anche il Genoa, proprio con un colpo di testa di Hernani su punizione di Rovella, poteva segnare: Maignan ha fatto una paratona e poi Tomori ha cacciato via la palla dalla porta con una rovesciata. Dopo un’ora, fuori anche Ibrahimovic, protagonista di un’altra partita super, ed è entrato il giovane Pellegri, che ha la metà degli anni di Zlatan.

MESSIAS/2 - Appena seduto in panchina, Ibra si è goduto il terzo gol della sua squadra, il secondo di Messias. Azione rapida che ha attraversato la parte alta dell’area genoana, da Hernandez a Brahim Diaz a Messias, interno sinistro piazzato sul palo più lontano. L’ultima doppietta di un brasiliano nel Milan era stata firmata da un certo Ronaldinho... Dopo aver preso 7 gol nelle ultime due partite, il Milan voleva a tutti i costi chiudere senza subire reti. C’è riuscito grazie a un’altra prodezza di Maignan che Portanova, appena entrato, ha cercato di battere con un tiro da 40 metri (lo aveva visto fuori porta) : due passi indietro e un gran balzo per alzare la palla oltre alla traversa. Insomma, gloria anche per il sostituto di Donnarumma.



IL TABELLINO

Genoa-Milan 0-3 (primo tempo 0-2)


Marcatori: 10’ pt Ibrahimovic (M), 47’ pt e 16’ st Messias (M)
Assist: 16’ st Diaz (M).

Genoa (3-5-2): Sirigu; Vasquez, Masiello (32’ st Bani), Vanheudsen; Ghiglione, Sturaro (1’ st Hernani), Badelj (17’ st Galdames), Rovella (32’ st Portanova), Cambiaso; Ekuban, Bianchi (17’ st Pandev). (A disp: Marchetti, Semper, Sabelli ,Biraschi, Behrami, Touré, Buksa) All. A. Shevchenko.

Milan (4-2-3-1): Maignan; Kalulu, Kjaer (4’ pt Gabbia; 1’ st Florenzi), Tomori, Hernandez; Tonali (32’ st Bakayoko), Kessié; Messias, Diaz (32’ st Saelemaekers), Krunic; Ibrahimovic (15’ st Pellegri). (A disp: Tatarusanu, Mirante, Ballo, Conti, Leao, Maldini). All. S. Pioli.
 
Arbitri: J.L. Sacchi di Macerata. Assistenti: M. Vivenzi-A. Lo Cicero. IV Uomo: G. Ayroldi; Var: L. Banti; Avar: R. Di Vuolo.
 
Ammoniti: 31’ pt Gabbia (M); 22’ st Masiello (G), 28’ st Rovella (G).