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Tra i tanti mali di stagione di un Milan che a fine ottobre rischia di essere già fuori dalla lotta per i piazzamenti importanti c'è anche l'improvvisa sindrome di San Siro. Gli uomini di Montella non vincono infatti un match casalingo da oltre un mese, da quel 20 settembre scorso in cui i rigori di Rodriguez e Kessie affossarono la Spal. Poi sono arrivati due ko contro Roma e Juventus e il pari contro il Genoa, a cui va aggiunto il derby perso in extremis contro l'Inter, disputato in trasferta solo per ragioni di calendario. In questo miniciclo di partite, il bottino è misero anche dal punto di vista realizzativo, con soli 2 gol segnati e la porta avversaria rimasta inviolata in ben 3 occasioni.

MAL DI CASA - Quello che avrebbe dovuto essere il fortino dei rossoneri, anche in virtù di un ritrovato entusiasmo dei tifosi che hanno mantenuto una media superiore alle 40.000 presenze a San Siro da inizio stagione, è diventato terreno di conquista per chiunque e i primi fischi stagionali piovuti sulle teste di Montella e dei suoi sono la spia di un malessere che potrebbe ulteriormente montare se i risultati continuassero a non arrivare. In tal senso, è quasi paradossale che le prossime due uscite in trasferta, tutt'altro che banali contro l'Aek Atene in Europa League e a Reggio Emilia col Sassuolo, possano rappresentare una via di fuga per i problemi del Milan e possano aiutare Montella a rinsaldare la sua posizione in panchina, che proprio vincendo a Verona col Chievo aveva per un attimo scacciato le nubi.

TRA SOUSA E GATTUSO - Dopo il ko con la Juventus di sabato, il quinto in campionato dopo undici giornate, già il match di giovedì prossimo in terra greca può risultare determinante per le sorti dell'allenatore campano. Un'altra sconfitta farebbe cadere le certezze del ds Mirabelli e dell'ad Fassone, convinti che da qui a dicembre, ad eccezione del complicato impegno a Napoli, il calendario darà una mano al Milan con una serie di avversari alla portata capaci di rilanciare la classifica dei rossoneri. Nel caso l'esonero fosse inevitabile, l'ex Fiorentina Paulo Sousa rimane il candidato in pole position e ha già avuto un primo contatto esplorativo col club di via Aldo Rossi, mentre, nonostante la presenza in tribuna di Mirabelli al match della Primavera di Gattuso contro la Sampdoria e la visita negli spogliatoi al fischio finale, l'ex centrocampista non viene ritenuto ad oggi pronto per raccogliere un'eredità così pesante.