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La maledizione di San Siro è finita. Due mesi e mezzo dopo il 4-0 al Crotone, il Milan torna a vincere nel suo stadio sconfiggendo 2-1 il Genoa e quel brutto ricordo dell’8 marzo di un anno fa, quando perse in casa contro i rossoblù nell’ultima partita prima del blocco del campionato per il Covid. Mai come in questa occasione, però, il risultato è bugiardo perché il Genoa avrebbe ampiamente meritato il pareggio. Non è il caso di parlare di furto, perché una volta tanto l’arbitraggio, con o senza Var, non c’entra. C’entra semplicemente la fortuna che nel calcio conta più di tanti dati sul possesso-palla. Il gol del successo rossonero, infatti, in realtà è un rocambolesco autogol, con il pallone che rimbalza tra la schiena e la testa di Scamacca. E come se ciò non bastasse, nel finale due salvataggi ravvicinati sulla linea, prima di Kjaer e poi di Tomori, negano il sacrosanto 2-2 ai rossoblù. Ma siccome nel calco conta soltanto il risultato, questo 2-1 senza gioco e senza meriti consente al Milan di rimanere al secondo posto da solo, tenendo a distanza la Juventus e l’Atalanta. In attesa del ritorno di Ibrahimovic, o almeno della crescita di Mandzukic che dopo avere rinunciato al suo ingaggio del mese di marzo, non ha rinunciato a dare una mano al Milan, entrando sia pure involontariamente nell’azione che ha deciso la partita.

APRE REBIC - Come la settimana scorsa a Parma è Rebic ad aprire la strada della vittoria al Milan. Allora firmò l’1-0 all’8’, stavolta impiega 5’ in più perché il suo sinistro di controbalzo arriva al 13’ sugli sviluppi di una punizione battuta da Hernandez e respinta dalla barriera. Per il croato è il settimo gol in campionato, tutti su azione tra l’altro, a conferma della sua capacità non soltanto di giocare sulla fascia sinistra ma anche di farsi trovare al centro per battere a rete. Lo stesso discorso non si può fare per Leao, ancora costretto a improvvisarsi centravanti per l’assenza dello squalificato Ibrahimovic, perché l’eterna promessa portoghese al momento del dunque mostra tutti i suoi limiti in fase conclusiva.

RISPONDE DESTRO - Nel calcio cambiano le mode ma non la regola non scritta, secondo la quale chi sbaglia i gol poi viene punito. E allora non bisogna meravigliarsi se il Genoa arriva al pareggio, sfruttando le amnesie del Milan che costruisce poco e male, in assenza della spinta sulle fasce laterali di Kalulu ed Hernandez e soprattutto delle incursioni al centro dei vari Bennacer, Kessie e del sempre più deludente Calhanoglu. La squadra di Ballardini capisce che la partita non è chiusa e soprattutto lo capisce il candidato ad affiancare Ibrahimovic il prossimo anno e cioè Scamacca. E’ lui a guadagnarsi un calcio d’angolo che Zajc calcia alla perfezione sulle testa di Destro, bravissimo ad anticipare di testa Tomori. Classico gol dell’ex, decimo senza rigori per Destro che al 37’ regala un meritato 1-1 al Genoa.

TROPPI ERRORI - Il Milan ha un tempo abbondante per tornare in vantaggio, ma agli errori nei passaggi in fase di costruzione si sommano quelli ancora più gravi sotto porta. Rebic, smarcato dal primo cross di Kalulu dalla destra, in apertura di ripresa calcia malissimo da ottima posizione un pallone più facile di quello con cui aveva firmato l’1-0. Poi tocca a Calhanoglu fallire il tiro del 2-1, confermando di essere un pessimo realizzatore visto che in tutto il campionato ha realizzato soltanto un gol su azione. E allora Ballardini, pensando anche alla sfida salvezza di mercoledì contro il Benevento, risparmia Ghiglione e Destro, rimpiazzandoli con Biraschi e Pjaca.

BENTORNATO MANDZUKIC - Visto che il tempo passa e il Milan non offre segnali di risveglio, 5’ più tardi Pioli opera in triplo cambio: fuori Kalulu, Saelemaekers e l’inutile Leao, dentro Dalot, Diaz e soprattutto Mandzukic, al rientro dopo due mesi esatti. E proprio il croato ha il merito di provocare il gollonzo che riporta in vantaggio il Milan perché salta su un calcio d’angolo facendo rimbalzare il pallone su Scamacca, la cui involontaria deviazione di testa spiazza l’incolpevole Perin.

ASSALTO FINALE - Il Genoa si sente beffato e allora Ballardini gioca le ultime carte, rilanciando Shomurodv, Pandev e Behrami al posto di Scamacca e Cassata e Strootman. Sono forze fresche per i classici assalti finali dei rossoblù che fanno tremare Pioli in panchina e Maldini in tribuna, perché prima Masiello e poi Behrami calciano a botta sicura, ma Kjaer e Tomori respingono sulla linea con Donnarumma ormai battuto. Il Milan avrebbe tutto lo spazio per ripartire e pungere in contropiede, ma Calhanoglu continua a sbagliare e nemmeno l’ultimo arrivato Diaz riesce a far meglio. E così i 3’ di recupero sono l’ultimo concentrato di sofferenza per Donnarumma e compagni, che alla fine festeggiano una vittoria mai così sofferta.





IL TABELLINO

Milan-Genoa (primo tempo 1-1)


Marcatori: 13’ pt Rebic (Mil), 36’ pt Destro (Gen), 23’ st aut. Scamacca (Gen)

Assist: 36’ pt Zajc (Gen)

Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Kalulu(dal 16’ st Dalot), Tomori, Kjaer, Hernandez; Bennacer (dal 27 st Tonali), Kessie; Saelemaekers (dal 16’ st Diaz), Calhanoglu(dal 43’ st Krunic ), Rebic; Leao (dal 16’ st Mandzukic). A disp.: Tatarusanu, Moleri, Romagnoli, Gabbia, Dalot, Tonali, Meite, Krunic, Diaz, Castillejo, Hauge, Mandzukic. All.: Pioli.

Genoa (3-5-2): Perin, Goldaniga, Masiello, Radovanovic,  Ghiglione (Dal 12’ st Biraschi), Strootman(dal 38’ st Berhami), Zajc, Cassata(dal 27’ st Pandev), Badelj, Destro (dal 12’ st Pjaca), Scamacca(dal 27’ st Shomurodov). A disp.: Paleari, Zapata, Behrami, Biraschi, Portanova, Pandev, Melegoni, Onguene, Pjaca, Shomurodov, Rovella, Czyborra. All.: Ballardini

Ammoniti: 26’ pt Goldaniga (Gen)

Arbitro: Calvarese