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Tra le manovre di mercato che iniziano a profilarsi in un Milan sempre più a tinte americane anche alla voce attaccanti potrebbero registrarsi movimenti importanti. Tra alti e bassi, Carlos Bacca è riuscito a raggiungere la doppia cifra anche nella sua seconda stagione in rossonero e il raggiungimento di un posto in Europa passa anche attraverso i suoi gol. Ma soprattutto quest'anno l'idillio tra il club di via Aldo Rossi e il Peluca ha vissuto momenti di forte crisi determinanti dalla volontà del Milan di cercare un profilo più adatto al sistema di gioco di Montella.

NODO BACCA - Il tema può tornare d'attualità la prossima estate, anche alla luce degli insistenti rumors che vogliono Marco Fassone e Massimo Mirabelli, prossimi dirigenti rossoneri in caso di closing, sulle tracce di nomi del calibro di Keita e Aubameyang. Il problema principale relativo a Bacca è rappresentato dalla sua ritrosia ad accettare destinazioni esotiche come la Cina e l'ingaggio da 3,5 milioni a stagione rappresenta un ulteriore ostacolo. Al netto degli ammortamenti, il valore a bilancio oggi del colombiano si aggira sui 18 milioni di euro e solo e soltanto a partire da questa cifra il Milan potrebbe farlo partire senza fare minusvalenza. Bacca è rimasto legatissimo a Siviglia e non perde occasione per fare ritorno in Andalusia appena possibile, ma al momento non risulta un interesse concreto nei suoi confronti.
ELLIOTT PONE IL VETO? - In questo quadro si inserisce poi la figura tutt'altro che secondaria del fondo Elliott, pronta ad inserire un suo uomo nel Cda rossonero dal prossimo 14 aprile e dunque intenzionato ad avere voce in capitolo anche su acquisti e cessioni. A tal proposito, le indiscrezioni circolate sulla volontà di modificare alcuni capitoli dello statuto del club e di pretendere la garanzia che la squadra di Montella non venga privata dei suoi elementi migliori (condizione necessaria per attirare nuovi investitori o un nuovo compratore) possono porre un freno alla partenza di un giocatore come Bacca, il cui curriculum internazionale lo eleva ad uno dei giocatori più importanti della rosa rossonera.

IDEA KALINIC - Il discorso ovviamente cambierebbe qualora il Milan riuscisse a mettere le mani su un attaccante di pari valore o addirittura superiore e tra le ultime idee che hanno cominciato a circolare c'è anche quella che porta al croato classe '88 della Fiorentina Nikola Kalinic, legato ai viola fino a giugno 2019 e blindato da una clausola rescissoria di 50 milioni di euro. L'ex giocatore del Dnipro ha rifiutato la corte dei club cinesi pronti a coprirlo d'oro in attesa di una formazione europea con piani più ambiziosi della Fiorentina attuale. Per caratteristiche tecniche e tattiche, Kalinic sarebbe la punta perfetta nel sistema di gioco di Montella, ma sullo sfondo c'è la pericolosa presenza del Borussia Dortmund, pronta ad accontentare i Della Valle nel caso in cui a sedersi sulla panchina dei tedeschi fosse Paulo Sousa.