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Prosegue l'approfondimento sul mistero che avvolge la società Hellas Verona. dopo il focus sull'acquisizione da parte del presidente Setti e i rapporti con l'imprenditore Gabriele Volpi (LEGGI QUI LA PRIMA PUNTATA)


[...] In fondo alla catena del controllo societario si trova l'Hellas Verona Football Club S.p.A., il club che ha contribuito a fare la storia del calcio italiano ma sta vivendo in modo sofferto la fase più recente della propria. E fin qui è tutto perfettamente visibile e riconoscibile. Ma se si sposta l'analisi verso i livelli superiori, ecco che il quadro comincia a complicarsi.

Perché il club gialloblù è stato per qualche anno controllato da HV7, società con sede legale a Bologna, Galleria Cavour numero 4. Successivamente le quote di controllo dell'Hellas sono state cedute a Falco Investments, soggetto di cui si parlerà fra poco. HV7 deteneva 100% dell'Hellas Verona Football Club S.p.A. e la quota di 11,11% di Hellas Marketing & Communication S.r.l. Ma perché è stata scelta quella sigla per denominare la società? Risposta sicura per due terzi, e probabile per il terzo mancante. H e V stanno ovviamente per Hellas Verona. Quanto a "7", probabile richiami il ragionier Setti Maurizio, presidente dell'Hellas nonché amministratore unico di HV7. Del resto, la tendenza di Setti per il culto della personalità è stata illustrata nella precedente puntata.

Dunque non c'è da stupirsi se egli piazza il proprio nome ovunque capiti. A ogni modo, la HV7 ha concesso il 26 maggio 2014 a Hellas Verona FC SpA un prestito di 14 milioni di euro con un tasso d'interesse del 6%. Il documento di bilancio datato 30 giugno 2015 (pagina 10 della nota integrativa) informa inoltre che: "In ragione del fabbisogno finanziario della controllata Hellas Verona F. C. S.p.A., a seguito della stima dell'andamento economico della stagione sportiva 2015/2016, la Vostra Società, successivamente al 30 giugno 2015, ha convertito crediti per l'importo di Euro 2,5 milioni in conto capitale ed eseguirà versamenti in conto capitale per Euro 5 milioni ed ulteriori Euro 2 milioni a titolo finanziamento infruttifero soci". Così sta scritto nel bilancio approvato dall'assemblea che si tiene il 16 ottobre 2015, e che vede come partecipanti lo stesso Maurizio Setti come amministratore unico di HV7 e Daniela Scalabrini in rappresentanza della menzionata Falco Investments S.A.

Ma cosa è Falco Investments?
Rispondendo a questa domanda si tocca il terzo anello della catena di controllo, dopo quelli costituiti da Hellas Verona FC SpA e da HV7. Falco Investments è una società che dallo scorso febbraio ha sede legale a Bologna in Galleria Cavour numero 4, stesso indirizzo di HV7. E cambiando sede ha anche cambiato nome, convertito in H23. Ma fino a poco prima, Falco/H23  faceva base in Lussemburgo, al numero 3 di Place Dargent. Come mai il nome Falco? Si può solo ipotizzare, e ricordare che Setti è proprietario di un aereo "Falchetto".

La società che aveva sede in Lussemburgo prestava denaro a HV7, con un tasso d'interesse del 5,5%. Costituita il 21 giugno 2012, la Falco Investments è stata amministrata per il triennio 2014-2017 da un terzetto di professionisti che operano nel Granducato. Ci sono i due Caurla: Roger, classe1955, e Fabrice, classe 1983, entrambi lussemburghesi. Il terzo è Stephane Cosco, classe 1976, cittadinanza francese. Cosa dire di questi signori?

Quanto ai Caurla, sia Roger (LEGGI QUI) che Fabrice (LEGGI QUI) si sono visti dedicare delle schede personali nel database degli Offshore Leaks, creato dall'Investigative Consortium of Investigative Journalism (ICIJ), il gruppo internazionale d'inchiesta che ha portato alla luce i Panama Papers. Riguardo a Cosco, le informazioni fornite dal sito Dato Capital riferiscono che riveste o ha rivestito cariche in 69 società (LEGGI QUI).

In data 27 gennaio 2017 i tre giungono al termine del mandato. A loro subentra un amministratore unico. Si tratta di Dritan Dervishi, cittadino albanese classe 1970 residente a Corciano, provincia di Perugia. A dicembre 2013 Dervishi ha conseguito a Coverciano il diploma da direttore sportivo (LEGGI QUI). Si tratta di un passaggio che avviene a pochi mesi dalla conclusione della sua esperienza a Varese come osservatore (LEGGI QUI). Da lì passa quasi subito all'Hellas, per un'esperienza che stando a quanto riferisce il suo profilo Linkedin (QUI) continua ininterrotta da allora. In realtà, nel frattempo, Dervishi è stato anche direttore sportivo del Partizani Tirana. Un'esperienza che viene ricordata anche per la megarissa durante un derby di Tirana del maggio 2016, dalla quale Dervishi esce malconcio (QUI). Un anno dopo il Partizani nominerà come direttore generale un signore chiamato Luciano Moggi (LEGGI QUI), mentre Dervishi se ne torna all'Hellas a fare lo scout.

Ma nonostante il modestissimo ruolo ricoperto nell'organigramma gialloblu, egli diventa anche amministratore unico della società che pompa denaro nell'Hellas attraverso HV7. Non è meraviglioso tutto ciò? Dal bilancio di HV7 citato in precedenza risulta che al 30 giugno 2014 essa avesse un debito di poco più di 21 milioni di euro verso Falco, ridotto (per effetto anche di rinunce della stessa Falco per 6 milioni di euro) a 6.266.833 euro durante l'esercizio chiuso il 30 giugno 2015. Dunque Falco Investments finanzia HV7, ma a sua volta è controllata da un altro soggetto. Che si chiama Seven23 Srl, e verrà illustrato fra poco.

Dopo la ridenominazione da Falco Investments a H23, amministratore unico viene nominato ancora una volta Dritan Dervishi. Una recentissima indiscrezione parla di sue dimissioni dalla carica. Ma ancora nella mattina di sabato 31 marzo, da verifica via web, lo scout albanese risulta alla guida della società. La catena non si è ancora conclusa. Perché Falco/H23 è a sua volta controllata dalla citata Seven 23 Srl. E ancora una volta c'è un riferimento al nome di Setti. La società ha sede a Milano, al numero 6 di via Paleocapa. Dal 21 giugno 2016 ne è amministratore unico Maurizio Setti, che ha avvicendato nella carica Daniela Scalabrini, a sua volta detentrice del ruolo a partire dal 20 luglio 2012. Sono le stesse due persone che nel corso dell'assemblea di HV7 tenuta il 16 ottobre 2015, quella in cui è stato approvato il bilancio chiuso il 30 giugno 2015, partecipavano come amministratore unico della stessa HV7 (Setti) e rappresentante di Falco Investments (Scalabrini).

Manca l'ultimo pezzo. La Seven 23 è a usa volta controllata da Argos, una società fiduciaria che ha il medesimo indirizzo: via Paleocapa 6, Milano. Per conto di chi Argos controlla l'intera catena che porta all'Hellas Verona? Non si sa. E questa condizione di opacità spinge Mario Gerevini, il giornalista del Corriere della Sera che nel 2015 ha illustrato per primo questo complesso intreccio societario (LEGGI QUI), a porre l'interrogativo cruciale: ma l'Hellas è controllato da Setti o da qualcun altro? Il ragioniere carpigiano continua a affermare che il club è suo, e non si può fare altro che registrare questa sua affermazione. A patto che egli spieghi quale sia il ruolo di Argos in tutto questo costrutto societario.

Il fatto è che gli interrogativi su questa contorta catena di controllo dell'Hellas non si esauriscono qui. Ne sorgono di nuovi a proposito dell'attuale situazione economico-finanziaria di Falco/H23. Che nella prima fase del funzionamento di questo assemblaggio di società e sigle finanziava indirettamente l'Hellas assumendone come contropartita gli asset strategici. Questi dubbi sono stati recentemente sollevati da Verona col Cuore, il trust dei tifosi dell'Hellas che ha svolto un lavoro di scavo e informazione sui documenti pubblici del mondo Hellas Verona, in nome di una maggiore trasparenza (LEGGI QUI).

Dall'analisi emerge che vi sia stata una prima fase in cui l'allora Falco Investments era destinataria di proficui finanziamenti giunti dall'esterno, raccolti anche attraverso l'emissione di prestiti obbligazionari: 5 milioni di euro iscritti nel bilancio chiuso il 30 giugno 2013, ulteriori 15 milioni al 30 giugno 2014. Arriva invece un momento in cui Falco/H23 smette di raccogliere denaro dall'esterno, mantenendo però il peso di un debito da onorare. Per esempio, nel prossimo luglio va saldata una quota di 3,5 milioni di euro. Falco/H23 sarà in grado di onorare la scadenza? Ecco il primo degli interrogativi gravosi. Che va a impattare su una situazione in cui gli attivi societari coincidono con le sole partecipazioni in HV7 SpA, Hellas Verona SpA e Hellas Verona Marketing Communication, per un ammontare complessivo di 17.938.000 euro.

E a questo punto merita d'essere citato il passaggio del documento firmato da Verona col Cuore in cui vengono esposti i dubbi più inquietanti: "Altri dati interessanti: i debiti iscritti nell’ultimo bilancio chiuso al 30/06/2017 ammontano complessivamente a 18.190.000 euro, mentre le attività della società sono costituite quasi esclusivamente dalle partecipazioni in HV7 SpA, Hellas Verona SpA e Hellas Verona Marketing Communication (HVMC) per 17.938.000 euro. Semplificando: a fronte dei suddetti debiti ci sono attività di non immediata liquidabilità. E la domanda sorge spontanea: possiamo davvero escludere che non ci siano beni del Verona a garanzia dei debiti della Falco e dell'HV7?".

Pare che questo articolo abbia creato fibrillazione nella sede sociale dell'Hellas. E non soltanto lì, probabilmente.


(2. continua)