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Mentre Brozovic calcia il rigore che vale un pezzo di quarto di finale, il suo vice Asllani scende in campo a Malta, contro il prestigioso Gzira United, quarto in classifica nell’altrettanto prestigioso campionato maltese. E mentre il Brasile sblocca il suo quarto di finale, col più bel primo tempo di tutto il Mondiale, non solo suo, Mkhitaryan chiude col sesto gol (a 1) l’amichevole dell’Inter. Capita, non c’è nulla di male e non c’è sfottò in questa staffetta immaginaria: il calcio non è solo Mondiale, i club hanno ripreso a lavorare e tutti abbiamo voglia di campionato.

La cosa buffa, è che dal Qatar vedi tutto gratis, con o senza Adani, su Rai Uno o su RayPlay, al Circolo o al dopolavoro, mentre ai fedelissimi che hanno voluto vedere Gzira United-Inter è toccato pagare 2,49€ per sbloccare la visione della partita sul proprio account Facebook. E domani si replica con Inter-Salisburgo, sempre a Malta, chissà se allo stesso prezzo o se la tariffa si alza in misura direttamente proporzionale all’avversario.

È l’ultima frontiera del calcio a pagamento, che già la scorsa estate aveva fatto imbufalire i tifosi del Napoli, chiamati a pagare 10€ (dieci euro) per vedere l’amichevole con i turchi dell’Adana, ticket poi ridotto a 3€ per la successiva partita con l’Espanyol. Sono test che i club fanno non tanto per la cassa, quanto per capire se c’è un possibile sviluppo futuro, ovviamente sempre a carico dei clienti-tifosi. Per questo, nonostante un mare di proteste social, sembrano incredibilmente tanti quei 1.100 spettatori che hanno pagato la gabella per vedere qualcosa di profondamente inutile, nei giorni del Mondiale tutto in chiaro.
A proposito: come prevedibile, Brasile facile facile, Croazia con grande sofferenza (e un po’ di ingenuità dei giapponesi). Oggi si chiude con gli ottavi: il Portogallo non avrà problemi con la Svizzera, mentre la Spagna dovrà fare grande attenzione al Marocco. 

@GianniVisnadi