Negli ultimi 20 quando si pensava ad un difensore arcigno, affidabile, che non tira mai indietro la gamba, forte in marcatura, insuperabile nella propria area quanto in quella avversaria, il nome che a tutti veniva in mente era uno solo: Walter Samuel. Oggi, al termine dell'ultima partita del campionato svizzero tra Basilea e Grasshoppers, Samuel dirà addio al calcio giocato. Una carriera lunga 20 anni, sempre in prima linea per difendere la propria porta. Una carriera che non gli ha risparmiato infortuni, spesso seri, ma che non gli hanno mai impedito di togliersi tutte le soddisfazioni che un calciatore sogna di avere. Un ritiro per motivi fisici, perchè dopo anni di battaglie anche il più solido dei muri può decidere che è arrivato il momento di dire basta. Questa sera il calcio mondiale dirà addio al suo Muro.

SEMPRE AL TOP - Cresciuto calcisticamente a Rosario nel Newell's Old Boys, si afferma nel calcio argentino passando al Boca Juniors. 3 stagioni e mezza con la maglia degli Xeneizes vale la chiamata della Roma, che nel luglio del 2000 lo porta in Europa per 17 milioni. Per 4 anni sarà la colonna di una delle formazioni giallorosse più forti di sempre, con la quale vince anche lo scudetto e supercoppa nel 2001. Nel 2004 arriva il Real Madrid, che lo individua come l'uomo giusto per dare finalmente solidità ad una squadra in costante proiezione offensiva. A Madrid però non sboccerà mai l'amore tra lui e il mondo Blancos, Samuel è sempre stato un uomo troppo concreto per farsi amare da chi mette costantemente la forma prima della sostanza. Nel 2005 il trasferimento all'Inter, che lo riporta in Italia. Resterà 9 stagioni a Milano, raggiungendo gli apici della propria carriera. Fin da subito un idolo per la tifoseria nerazzurra, che è come ammaliata dal suo grande temperamento che sembra sempre dare una spinta in più alla squadra. Vince tutto, diventando eroico in coppia con Lucio nell'anno del triplete di Mourinho, non facendo passare neanche uno spiffero nel doppio incontro epico contro il Barcellona. Un uomo derby, dato che ne ha vinti 10 su 11 giocati; talvolta anche da goleador, come nel 2012 quando firmò l'1-0 finale contro il Milan. Anni ricchi di trofrei, ma anche di due seri infortuni al ginocchio che non ne hanno mai tuttavia stroncato lo spirito. Puntualmente, dopo ogni problema fisico, tornava in campo con la stessa grinta di sempre. I tifosi lo ricordano per tutti quei falli nei primi minuti sugli attaccanti avversari, che capivano subito che non sarebbe stata una serata semplice. Il gol del decisivo 4-3 in pieno recupero in una sfida interna contro il Siena, per una volta non di tesa ma di piede. Un numero incalcolabile di chiusure decisive, di anticipi e di salvataggi fatti con la semplicità dei più grandi. Nel 2014 passa al Basilea, segnando formalmente la fine di un'Inter che non si vedrà più e che tutti i tifosi ancora rimpiangono. In Svizzera continuano i problemi fisici, che gli hanno impedito di rendere al massimo.

IL MOMENTO DI DIRE BASTA - Lo aveva annunciato in ottobre che questa sarebbe stata l'ultima stagione, è il suo fisico a chiederglielo. Non ha cambiato idea. Oggi a Basilea Samuel dirà basta, lo farà a testa alta e forse, per una volta, quel muro farà trasparire qualche crepa figlia dell'emozione. Ma da domani, senza dubbio alcuno, tornerà ad essere il Muro di sempre. Walter Samuel, per tutti "The Wall".