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Il Napoli va. Terza vittoria di seguito, Coppa Italia compresa. E’ così che il Napoli, stavolta patendo e non giocando chissà come, porta a via tre punti fondamentali per la sua disperata rincorsa a quell’Europa che ora è più vicina. Almeno quella dell’Europa League. Si ferma, invece, la Samp di Ranieri, che di sicuro non si consola pensando alla buona prestazione. Ma per gli azzurri non era la partita della svolta. Perché il Napoli lo sa: dopo tutto quello che ha buttato via nella prima metà della stagione, non ha più da svoltare da nessuna parte. Deve andare dritto, punto e basta. Deve badare al risultato senza paure né tentennamenti e sperare che a "svoltare" sia invece chi gli sta davanti. Il che vuol dire non aver riguardi per nessuno. Giusto come fa con la Samp. 

Tre minuti, pure qualcosa in meno, infatti, e addio paure. Tre minuti, pure qualcosa in meno, e il Napoli mette la partita subito in discesa. Suggerimento da sinistra di Zielinski, colpo di testa di Milik (ma dov’erano i centrali della Samp?) e il gioco è fatto. Povera Samp, colpita troppo presto e troppo a freddo? Può darsi. Com’è vero, però, che porta in campo troppa timidezza, la Samp. E timidezza vuol dire poca iniziativa, scarsa capacità di dare un senso alla manovra. Tant’è che Ranieri prova a mettere subito un po’ più di qualità alle spalle di Gabbiadini e Quagliarella promuovendo Ramirez trequartista. Lodevole l’immediato tentativo dell’allenatore di risistemare la sua squadra, ma dopo un destro di Quagliarella troppo moscio per dar pensieri a Meret - e invece doveva essere un’occasione da sfruttare -, è il Napoli a colpire ancora. Stavolta è Di Lorenzo a suggerire basso dalla destra e sul palo opposto c’è Elmas, che anticipa Linetty e mette in porta. Nemmeno un quarto d’ora, tredici minuti per la precisione, e il Napoli è già sopra di due gol. Perché? Perché nonostante quella "tanta roba" finita momentaneamente in panchina, rispetto al passato ancora fresco è un Napoli diverso. Un Napoli che in avvio deve rinunciare a Demme e Allan e Fabian a centrocampo e che sistema Elmas alla destra di Lobotka, metodista d’occasione.

Troppo facile. Troppa differenza. E a pensarlo è pure il Napoli, probabilmente. Perché mentre si mira e si rimira sul prato di Marassi, allarga le maglie a centrocampo e s’addormenta davanti al suo portiere. E neanche a, dirlo, la Samp ne approfitta immediatamente: lancio lungo di Ekdal (26’) e invenzione del Quagliarella, che di prima intenzione, senza che il pallone tocchi terra, gira col destro e frega Meret, che tocca pure, ma di più non può. Uno dei gol più belli di tutto il campionato, questo è certo. Anche se la complicità di Hysaj c’è ed è pure grave. Ma non solo del terzino. Perché è tutto il Napoli che pecca di presunzione e che coi suoi uomini migliori si prende troppe libertà.

Comunque sia, gran bel primo tempo, ricco anche di un palo di Ramirez (39’), il quale prova il colpo di gran classe da tre metri e sbaglia. Poi altro colpo di testa di Milik (44’), al quale Audero nega la doppietta. Un primo tempo dominato dal Napoli in avvio e che vede poi una lenta ma costante risalita della Samp che con Ramirez dietro gli attaccanti guadagna spazio e pure coraggio. E poi, è ovvio, c’è Mastro Quagliarella: maestro del gol e castigatore come sempre della sua vecchia squadra. Insomma, partita aperta. 

Apertissima. Perché la Samp riprende da dove aveva lasciato e il Napoli continua a praticare un calcio lento che col passare dei minuti s’intristisce. E rischia grosso, il Napoli, quando prima il solito Quagliarella sfiora di testa il palo e poi quando Ramirez (55’) fa gol in acrobazia. Bel gol. Ma il Var certifica che è stato il gomito di Gabbiadini a dare il via all'azione. Involontariamente, certo, ma per La Penna questa non è un’attenuante. Gol annullato, così come cinque minuti dopo è annullato quello di Zielinski per un fuorigioco (dopo un palo di Insigne) che non ammette discussioni. Insomma, non annoia questa partita. Non annoia, ma, finalmente, preoccupa Gattuso. Il quale (61’) richiama Lobotka e porta in campo Demme certo che, nonostante la febbre alta degli ultimi giorni, il tedesco possa restituirgli là in mezzo quell’equilibrio che non c’è. 

Già, ma l'allenatore azzurro non fa i conti con lo scatenato Quagliarella. Infatti, è proprio lui, (70’) a costringere Manolas ad affossarlo in area di rigore. E c’è il rigore. E Gabbiadini con una sassata angolata di sinistro recupera il pareggio. Due a due. Un pari giusto, ma un pari che alla fine se un po’ riscalda la Samp, raffredda parecchio la rincorsa del Napoli in classifica. E disperata sembra la mossa di Gattuso di restituire al campo pure Mertens (per Callejlon) e poi anche Politano (per Elmas). Mentre vanno via pure Quagliarella, acciaccato, che lascia il posto a Bonazzoli e Jankto che fa spazio a Vieira. Mosse disperate, ma vincenti. O comunque fortunate. Perché (82’) è proprio Demme, dopo un tentativo di Insigne ribattuto da Colley con la faccia, a mettere in porta col sinistro. E’ il gol della liberazione, per gli azzurri. Quello che continua a far sognare. Però che amarezza per la Samp che a qualche secondio dalla fine becca pure il quarto gol. Da Mertens, che da lontano segna a porta vuota.   


Sampdoria - Napoli 2-4 (primo tempo 1-2)

Marcatori: 2’ p.t. Milik (N), 15’ p.t. Elmas (N), 25’ p.t. Quagliarella (S), 27’ rig. Gabbiadini (S), 38’ s.t. Demme (N), 51’ s.t. Mertens (N) 

Assist: 2’ p.t. Zielinski (N), 15’ p.t. Di Lorenzo (N), 25’ Ekdal (S). 

Sampdoria (4-4-2): Audero; Thorsby, Tonelli, Colley, Augello; Ramirez (22’ s.t. Maroni), Linetty, Ekdal, Jankto (34’ s.t. Vieira); Gabbiadini, Quagliarella (29’ s.t. Bonazzoli). All. Ranieri.

Napoli (4-3-3): Meret; Hysaj, Di Lorenzo, Manolas, Mario Rui; Elmas (33’ s.t. Politano), Lobotka (15’ s.t. Demme), Zielinski; Callejon (26’ s.t. Mertens), Milik, Insigne. All. Gattuso.

Arbitro: Federico La Penna della sezione di Roma 1.

Ammoniti: 43’ p.t. Jankto (S), 43’ p.t. Elmas (N), 2’.s.t. Ekdal (S), 13' s.t. Ramirez (S), 42’ s.t. Linetty (S), 46’ s.t. Demme (N), 49’ s.t. Politano (N),