Non c’è storia. Troppa differenza tra questo Napoli che si permette pure il lusso di affidare il turn-over a chi per mesi e mesi ha parlato solo di accidenti e d’ospedali e questo Frosinone, formazione orgogliosa, ma timida, fragile, a tratti anche modesta. D’accordo, probabilmente non ci sarebbe stata differenza con Ciano subito dalle parti delle punte e magari Ciofani davanti, ma, chissà, forse il Frosinone ne avrebbe guadagnato in fantasia.  Forse. Chi può dirlo. Di sicuro è altro quello che la partita lascia al campionato. E’ il racconto d’un Napoli che pensando alla Champions e al match del dentro o fuori con il Liverpool non fa fatica a dar riposo a un po’ di titolari e mettere in campo tre esordienti: Ghoulam, Meret subito e poi pure Younes; è il racconto d’una squadra che ricaccia indietro l’Inter che sembrava potergli dare un sacco di fastidi; è la storia d’un Napoli che avverte la Juve di non distrarsi mai perché otto punti sono tanti, è vero, però, come si dice: non si può mai sapere!

La partita? Beh, Un primo tempo che somiglia molto ad un’ esercitazione attacco-contro-difesa e un secondo appena appena più vivace. Il Napoli che governa il gioco ed il pallone e il Frosinone che si schiaccia troppo davanti al suo portiere per poter pensare anche solo a vigorose ripartenze. E poi, manco non bastasse, bastano sette minuti al Napoli per mettere in discesa anche il risultato. Con Zielinski che di sinistro fulmina Sportiello. Sul gol, in verità, un poco il Napoli si siede, ma è altrettanto vero che dall’altra parte il Frosinone non trova mai la forza di reagire. E così crescono i “ragazzi” di Ancelotti. In vetrina è Ounas che ci sta più comodo degli altri. Suo (40’) il raddoppio con un gran sinistro da lontano, ma prima di quel gol sono proprio sue le giocate più belle e divertenti, Senza dire dei cross dalla destra, mentre a sinistra è Ghoulam a mostrarsi subito lucidato e pronto e rapido manco non fosse stato fermo quattrocento giorni, ma quattro settimane, quattro giorni. Per lui due assist, una traversa e una spinta costante. Insomma: Mario Rui è avvisato: la concorrenza è aumentata e non di poco.  

Insomma, non c’è proprio storia. Non c’è confronto. Tant’è che più che interesse per quel che accade in campo c’è curiosità per capire che contributo potranno dare alla causa azzurra i “nuovi arrivati”. E per Ancelotti le sensazioni sono positive. Come quelle date da Milik nel secondo tempo. Sua, infatti, la doppietta che (68’ e 84’)  fissa il risultato al quattro a zero. Il che vuol dire che il Napoli resta in partita sino all’ultimo momento. Sino all’ultimo momento cerca il gol.

E il Frosinone? Beh, il Frosinone cerca di darsi una mossa ripescando Ciano dopo un quarto d’ora. Vero, non si difende più basso come prima, ma l’unica volta che mette pensieri  al Napoli è quando s’impasticciano Luperto e Meret, con Campbell che però non ne approfitta. Poca roba, insomma. Troppo poco  per interrompere la passeggiata degli azzurri. Cosicchè i sorrisi sono tutti azzurri pensando a Ounas non più “scarto” come nella  stagione scorsa; pensando al ritorno egregio di Ghoulam; agli esordi di Meret e Younes; alla doppietta di Milik; al piacere della gente. E potrebbero essere niente quei sorrisi rispetto a quelli che potrebbero arrivare martedì da Liverpool. Perché il il Napoli è proprio a un niente dagli ottavi della Champions. Che è il primo, vero, prestigioso, ricco traguardo di stagione.



IL TABELLINO 

Napoli-Frosinone 4-0 (primo tempo 2-0)

Marcatori: 7' pt Zielinski, 40' pt Ounas, 23' st e 39' st Milik

Assist: 7' pt Insigne, 23' st e 39' st Ghoulam

Napoli (4-4-2): Meret, Hysaj, Luperto, Koulibaly, Ghoulam, Ounas (27' st Younes), Allan, Hamsik (35' st Diawara), Zielinski, Milik, Insigne (30'st Rog). All. Ancelotti

Frosinone (3-5-2): Sportiello, Goldaniga, Maiello (31' st Soddimo), Ariaudo, Zampano (26' st Ghiglione), Cassata, Capuano, Chisbah, Beghetto, Campbell, Pinamonti (15' st Ciano). All. Longo

Arbitro: Manganiello di Pinerolo

Ammoniti: 33' pt Zielinski, 19' st Cassata, 45' st Campbell