Napoli, abbiamo una problema. Se fino ad oggi Carlo Ancelotti era stato perfetto nel mascherare i limiti strutturali della sua rosa, in particolare al capitolo terzini, la cocente delusione di Anfield ha mostrato in maniera tangibile come una squadra che ambisca a un ruolo da protagonista non possa prescindere da due giocatori in grado di fare la differenza in quella posizione. Da quando il calcio moderno ha previsto la scomparsa dell'ala vecchia maniera, i difensori esterni sono diventati ancora più centrali nello sviluppo del gioco. Sabato scorso, contro il Frosinone, è tornato in campo dal primo minuto quel Ghoulam che, nell'organico azzurro, è l'unico in grado di alzare la media in un settore per il resto non di primissimo livello.

POCHE GARANZIE - Hysaj, Maksimovic, Malcuit e Mario Rui, un quartetto che, messo assieme, non ha fornito le necessarie garanzie quando si è trattato di fare il definitivo salto di qualità, con tutte le attenuanti del caso per il centrale serbo ex Torino, adattato con risultati insperati in quel ruolo, ma pur sempre una soluzione di emergenza. Il laterale albanese non gode con Ancelotti della stessa considerazione avuta sotto la gestione Sarri e non è un caso che, attraverso il suo procuratore, siano affiorati i primi mal di pancia, che potrebbero anche condurlo lontano da Napoli in caso di buona offerta. Ha retto finché ha potuto il ruolo da titolare, alternando cose positive ad errori più o meno marchiani, il portoghese Mario Rui, che col Liverpool ha pagato in maniera evidente il mismatch fisico con i calciatori di Klopp e manifestato lacune tecniche e tattiche che su un palcoscenico come quello della Champions League si notano maggiormente. VECCHIO PALLINO - Ecco perchè la piena efficenza di Ghoulam dopo il doppio infortunio al ginocchio della passata stagione diventa fondamentale per trovare alternative di livello a stretto giro di posta. L'algerino, che contro il Cagliari potrebbe avere una nuova opportunità dall'inizio, non gioca però due partite consecutive da titolare da oltre un anno. Il Napoli gli ha dato fiducia, trattenendolo quando le voci di mercato si erano fatte pressanti (anche la Juve ci aveva pensato) e soprattutto quando, da infortunato, gli ha prolungato il contratto fino al 2022. Ma, da solo, Ghoulam non basta e allora chissà che Ancelotti non decida di bussare alla porta di De Laurentiis per avere una batteria di esterni all'altezza delle sue ambizioni. Per rimanere a sinistra, può riattivarsi la pista che conduce ad Alejandro Grimaldo, esterno classe '95 del Benfica, con cui è sotto contratto fino al 2021 e blindato da una clausola rescissoria di 40 milioni di euro. Un vecchio pallino del ds Giuntoli.

MALCUIT NON BASTA - Sulla destra, il Napoli ha fatto un investimento non indifferente (12 milioni) per Kevin Malcuit, che ad oggi ha però collezionato soltanto otto scampoli di partite in campionato e nessun minuto in Champions ma, a maggior ragione se partisse Hysaj, serve altro. Onerosa e complicatissima l'idea Pavard, visto che sul francese campione del mondo c'è da tempo il Bayern Monaco, che ha strappato una sorta di prelazione morale allo Stoccard. Più semplice arrivare a Matteo Darmian, desideroso di cambiare aria dopo aver perso il posto al Manchester United e il cui agente, lo stesso di Simone Verdi, è in buoni rapporti col club azzurro e può rappresentare un asso della manica da giocarsi con Mourinho.