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Buona la quarta. Dopo tre sconfitte consecutive in casa, il Napoli dalle sempre troppe assenze torna alla vittoria. In una volta solo ritrova Spalletti, negativizzatosi dal Covid in mattinata, e quei tre punti diventati merce rara negli ultimi tempi. Un solo gol alla Samp, ma bello e firmato da Petagna. Magari troppo poco per il dominio esercitato dal primo all’ultimo minuto, ma quanto basta per tenere a bada chi rincorre il podio Champions. Ed era quello che in tempi amari come questi il Napoli voleva. E la Samp? Troppo deludente per essere vera. Troppo rinunciataria per poter sperare in qualcosa di diverso. Infatti, a rileggere la gara, non si trova manco a cercarla per forza un’occasione, macché, una giocata da tenere a mente. E questo nonostante un secondo tempo (orribile il primo) in cui D’Aversa ha fatto di tutto per cambiare il corso del destino.      

Bene, gioca sulle punte, il Napoli. Sta alto, velocizza il palleggio, tiene la Samp in apprensione, gioca un calcio a tratti pure divertente, ma poi frena talento e cattiveria a una ventina di metri dalla porta della Samp. E’ là dentro, in area di rigore, che arriva sempre con troppa leggerezza. Forse perché s’innamora oltre ogni misura del ricamo che sa offrire dal centrocampo in su. O forse perché - sbagliando - pensa di poter arrivare in porta col pallone al piede, invece di ricorrere anche altre soluzioni: magari il tiro da lontano oppure il cross per la testa di Petagna. Il quale, poveretto, più che godere della vicinanza di Mertens finisce per subirne la presenza e l’esuberanza. Non v’è dubbio, è il Napoli che comanda la partita, mentre la Samp dalla difesa rabberciata e con Quagliarella al posto di Caputo se ne sta troppo buona e troppo ripiegata su se stessa in attesa della ripartenza giusta. Ripartenza che però tarda ad arrivare.

Insomma, se non è un monologo, quello del Napoli, manca davvero poco. Monologo, sì, ma senza emozioni almeno per una ventina di minuti. D’accordo, prima  della mezz’ora c’è (22’) un’uscita di Audero su Ghoulam lanciato da Insigne e poi  un destro di Rrahmani forte ma centrale, ma la cosa più importante che succede è la bandiera bianca che deve sventolare proprio Insigne. Il “canadese”  scatta e poi si ferma. Problema all’adduttore, a destra. Esce, rientra, prova. Resiste tre minuti, poi s’arrende. E quando se ne va il San Diego gli regala applausi. Non è fortunato, Insigne, nella sua prima partita da virtuale ex, vista la firma col Toronto, ma almeno se ne va via dal campo con la certezza che lo stadio non ce l’ha con lui. E non è poco per uno come lui, che negli anni forse ha più diviso che unito il tifo azzurro.

E allora, fuori il capitano che a luglio si trasferirà dalla provincia di Napoli a quella dell’Ontario e dentro Politano. Il Napoli si ridisegna: Politano a destra, Mertens a sinistra ed Elmas alle spalle di Petagna. Una sorta di prova del futuro? E chi può dirlo. Cert’è, il Napoli si sveglia. Ghoulam - assai più sicuro e partecipe in questo secondo match da titolare - guadagna un angolo su palla ferma e poi (35’) Juan Jusus fa addirittura gol. Cross di Politano, colpo di testa e centro. Dopo tre anni e due mesi Geigei riassapora il gusto del gol e sembra una cattiveria quella del Var che gli nega quella gioia per un piede al di là di tutti. Ma il Napoli resta là e il gol è nell’aria, ormai. Infatti, (43’) Petagna sfrutta una respinta moscia di Ferrari e in acrobazia piazza il pallone nell’angolo alto della porta della Samp. Complimenti. Un gran bel gol. Ma soprattutto un gol molto, molto importante per gli azzurri, mentre la squadra di D’Aversa becca di nuovo gol nel primo tempo. Ed è la ventunesima volta che gli accade. Già, la Samp. Che cosa dire? Praticamente fa nulla nella prima metà della partita. Se ne sta là e subisce. Al punto da concedere a chi gli sta di fronte addirittura il 75 per cento del possesso palla.

Insomma il vantaggio del Napoli è più che sacrosanto. Ma D’Aversa sa bene che non può andare avanti in questo modo. E allora mischia un po’ le carte e la formazione. Dentro Rincon praticamente ancora col bagaglio in mano e fuori Ekdal per dare forza ed esperienza al centrocampo e poi: Falcone tra i pali al posto di Audero acciaccato, Thorsby da sinistra a destra per contrastare Ghoulam e viceversa Ciervo da destra a sinistra.

Che cosa succede?  Poco o niente, in verità. Ospina resta disoccupato e il Napoli continua a nascondere il pallone agli avversari. Rispetto al primo tempo, però, concede più campo  alla Samp, ma non lo fa per bontà bensì soltanto per trovare un po’ di profondità. Come quando (55’) Petagna lancia Elmas e Mertens manca il gol d’un niente sull’invito da destra del giovane macedone. 

Comunque sia, ora in campo c’è più combattimento. Rincon si danna per far bella figura, Gabbiadini cerca spazio per il suo sempre mortifero sinistro e la pressione doriana ora s’avverte. Almeno un poco. Ma sicuramente più di prima. Tant’è che è ancora il Napoli ad arrivare a un passo dal raddoppio. Ancora con Mertens e poi con Politano che di testa cerca gloria.

Come D’Aversa, il quale richiama il giovane e bravo Ciervo per Caputi, mentre Spalletti replica con Fabian (al rientro) al posto di Demme e con l’ultimo arrivato, Tuanzebe, per uno stanco ma piacevole Ghoulam.  Conclusione? Niente, Non cambia il ritornello della gara e meno che meno cambia il risultato. 




IL TABELLINO

Napoli-Sampdoria 1-0

Marcatori:
 44' p.t. Petagna (N).

Assist: -

Napoli (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Ghoulam (35' s.t. Tuanzebe); Demme (35' s.t. Fabián Ruiz), Lobotka; Elmas, Mertens, Insigne (30' p.t. Politano); Petagna. All. Spalletti.

Sampdoria (4-4-2): Audero (1' s.t. Falcone); Dragusin, Ferrari (44' s.t. Yepes), Chabot, Augello (29' s.t. Murru); Askildsen, Thorsby, Ekdal (1' s.t. Rincon), Ciervo (27' s.t. Caputo); Gabbiadini, Quagliarella. All. D'Aversa.

Arbitro: Di Bello di Brindisi.

Ammoniti: 46' p.t. Chabot (S), 46' s.t. Murru (S).

Espulsi: -