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Signori, ecco il Napoli. Forse il primo, vero, straripante Napoli di Spalletti. Di sicuro, il Napoli che mette in fila tutti gli altri e si piazza al primo posto a punteggio pieno dopo, le prime quattro gare di stagione. Eppure non era partita proprio bene bene, l’avventura contro l’Udinese. Aveva un po’ sofferto, il Napoli, Ma giusto una ventina di minuti. Poi arriva il gol della premiata ditta Insigne-Osimhen e comincia un’altra storia. Storia che racconta d’un successo senza macchia. Intendiamoci, dopo quattro partite il campionato non può avere già un padrone, ma visti gli inciampi, le titubanze della concorrenza, questo Napoli intanto scrive il proprio nome sul registro dei pretendenti allo scudetto.

Osimhen, RRahamani, Koulibaly  e Lozano firmano il quattro a zero che sembrava fantasia alla vigilia. Ma stavolta, a differenza, ad esempio, dell’ultima partita col Leicester, il valore del successo va al di là delle prodezze personali. Va spiegato, infatti, con l’eccellente prestazione di tutta la squadra. Con la crescita rapida e complessiva del team del signor Luciano. Pochi difetti, infatti, porta il Napoli in campo contro un’Udinese che parte bene, è vero, mai che poi deve arrendersi senza condizioni allo strapotere azzurro.        

Eppure, Gotti, tenendo fede alla sua natura di allenatore che non ama cambiar tanto, mette in campo pari pari la formazione dell’ultimo successo sullo Spezia. E il suo è un messaggio chiaro. “Non ci nascondiamo”, sembra dire riaffidandosi ad un attacco a due e sistemando Roberto Pereyra alle spalle di Pussetto e Deulofeu. Il tutto, ovviamente senza per nulla rinunciare alla sua capacità di saper star basso, raccolto e fitto a centrocampo per liberarsi poi in velocità. Insomma, Napoli avvisato. Anche se nelle caratteristiche della squadra di Spalletti non c’è quella di adeguarsi all’avversario. Va per la sua strada, infatti, il Napoli, galleggiando tra due disegni tattici (4-3-3 e 4-2-3-1) e risistemando la formazione dopo gli sprechi e le contraddizioni inglesi in coppa. Tra gli azzurri, infatti, tre ritorni: Mario Rui basso a sinistra, Elmas che dà il cambio a Zielinski in mezzo al campo e Politano che si riappropria della fascia destra lasciata a Lozano in settimana.

Cosicché ne viene fuori una partita aperta. Con l’Udinese che ripiega e poi s’allunga con ordine e rapidità e un Napoli che ha qualche difficoltà ad imporre le proprie geometrie per le marcature ravvicinate e fisiche della squadra bianconera. Tant’è che spesso Insigne e soci sono costretti a quel palleggio lungo e orizzontale che sta sullo stomaco a Spalletti. Per venti e passa minuti così è. Per venti e passa minuti chi alla Dacia Arena si offre al primo vento freddo dell’autunno deve accontentarsi di due cose e basta: della specialità di casa Insigne (13’, tiro a giro) che obbliga Silvestri ad allungarsi e (17’) d’una fesseria di Ospina che si fa rubare palla da Deulofeu e poi deve rimediare sul cross dello spagnolo.

Un match, insomma, che non s’accende ancora. Tattico, fisico, ma pure troppo avaro d’emozioni per essere una sfida tra due squadre che hanno come obiettivo il primo posto. Sino a quando… sino a quando (24’) don Lorenzo non fa una genialata: sfila alle spalle di Molina e sull’uscita disperata di Silvestri disegna col destro un pallonetto che finisce in porta. O, meglio, che sulla riga Osimhen spinge nella porta. Così affermano immagini e tecnologie applicate, ma per chi vuole bene al calcio, quel gol non dovrebbe essere scippato al capitano.

Strano, il pallone. L’Udinese una spanna avanti nella gestione della gara, improvvisamente si ritrova sotto. E c’è dell’altro. C’è che da questo momento la squadra di Gotti perde certezze e convinzioni. C’è che il Napoli gonfia il petto e, col vantaggio, si prende pure il pallone e la partita. Cambia tutto, infatti. Cambia la storia della gara. L’Udinese, infatti, scompare e il Napoli va che è una bellezza. Va con leggerezza e sicurezza. Come Fabian che (31’) spara da lontano un sinistro al quale solo il palo nega la felicità del gol. Felicità che però arriva quattro minuti dopo. Uno schema. Una giocata sul calcio piazzato provato e riprovato chissà quante volte. La punizione la guadagna Insigne. Il quale batte pure per Fabian che crossa in area per Koulibaly. Forse cerca il tiro in porta o forse no il gigante del Senegal, cert’è il pallone diventa preda di Rrahamani che, di testa, non ha difficoltà per il raddoppio. Due a zero e Udinese sotto shock. Due a zero e Napoli apprezzato come mai. E’  già il Napoli di Spalletti, questo? Forse. Chi lo sa? Di sicuro quella che sta dall’altra parte non è l’Udinese dei sette punti in tre partite, anche se c’è un secondo tempo tutto da giocare.  Almeno, così spera l’Udinese. Ma non è d’accordo il Napoli. Infatti, sette minuti dopo il nuovo avvio, altro schema e altro gol. Calcio franco. Insigne per Politano, cross verso il palo lungo dove Fabian, troppo solo, appoggia per Koulibaly: forte, teso, vincente il destro del difensore azzurro e i gol passano a tre. Che basterebbero  e avanzerebbero pure per mettere al sicuro la vittoria. Ma il Napoli ci prova ancora a cambiare il risultato. Con Insigne, destro appena a lato; con Anguissa, miracolo di Silvestri: ancora con Osimhen, diagonale appena fuori e poi ci riesce con Lozano, appena entrato al posto di Politano.

Napoli incontenibile e pure incontentabile, se si vuole. Napoli che mette sotto di brutto l’Udinese alla prima delusione di stagione. Ma che avrà tempo per rifarsi. Questo è certo.       



IL TABELLINO 

Udinese Napoli 0-4 (primo tempo 0-2)

Marcatori: 24’ p.t. Osimhen, 35’ p.t. Rrahamani, 7’ s.t. Koulibaly, 39’ s.t. Lozano 

Assist: 24’ p.t. Insigne, 35’ p.t. Koulibaly, 7’ s.t. Fabian Ruiz, 39’ Mario Rui

Udinese (3-5-2): Silvestri; Becao, Nuytinck, Samir; Molina 40’ s.t. Soppy), Arslan (26’ s.t. Samardzic), Walace, Pereyra (18’ s.t. Makengo), Stryger Larsen (26’ s.t. Zeegelaar); Pussetto, Deulofeu (18’ s.t. Beto). All.: Gotti.

Napoli (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui (40’ s.t. Zanoli); Anguissa, Fabian (35’ s.t. Ounas), Elmas; Politano (25’ s.t. Lozano), Osimhen (35’ s.t. Petagna), Insigne (25’ s.t. Zielinski). All.: Spalletti.

Arbitro: Manganiello

Ammoniti: 10’ s.t. Samir (U), 21’ s.t. Molina (U), 39’ s.t. Mario Rui (N)