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A Muskego, nel Wisconsin, fino al 1833, comandavano i Potawatomi, tribù indiana che poi cedette le proprie terre al Governo degli Stati Uniti d'America. Il primo europeo arrivò nel 1827, e ora la popolazione ha per lo più origini norvegese ed è circondata da laghi. Tra quei tre laghi è nato chi, ora, si ritrova dall'altra parte del mondo, in Ciociaria, a Frosinone: Andrija Novakovich. Che ha origini serbe, una mamma nata in Inghilterra, un nonno calciatore, Rade Prpa, ex Bicester Town e Oxford City, che ha scelto la famiglia alla carriera, una doppia cittadinanza e un futuro scritto: secondo Alessandro Nesta, allenatore del Frosinone, il gigante americano è da Serie A. 

DECISIVO - Decisivo ieri nella sfida contro il Pordenone, semifinale playoff di Serie B, dove ha segnato il gol del decisivo 2-0, il classe '96 è arrivato, un po' a sorpresa, in gialloblù nello scorso mercato estivo. La coppia Salvini-Frara ha deciso di scommettere sull'attaccante statunitense, affidandogli un'eredità che a Frosinone è pesante: quella di Daniel Ciofani. Raccolta e caricata sulle spalle, senza paura, Novakovich non ha tradito le aspettative. 

POCHI GOL MA... - 5 gol, è vero, non sono tanti per un attaccante. A questi, però, vanno aggiunti 8 assist per i compagni. E questi, invece, per il gigante americano, è alto 192 cm, sono tanti, e ci raccontano un dettaglio in più su quello che è il suo gioco, costruito interamente negli States: sì forte fisicamente, sì fortissimo di testa, ma anche tecnicamente valido, agile, talentuoso, capace di mettere il compagno in porta. Nesta, quando può, non rinuncia mai a lui, men che meno ora, con il passaggio al 3-5-2. Ciano e Dionisi, due top player della B, si alternano, Novakovich resta al suo posto. E pensare che il suo posto doveva essere al college...
AQUILA REALE - Sì, perché la storia calcistica di Andrija Novakovich seppure breve è già significativa: negli States, prima di sbarcare in Europa, era di fatto un nuovo giocatore di Marquette University, con la borsa di studio ad aspettarlo. Andrija, che aveva già firmato la sua lettera d'intenti per il college, ha ricevuto, al momento decisivo, una chiamata dal Reading, in Inghilterra. "Sono felice per Andrija e per la sua famiglia" disse Louis Bennet, allenatore del college americano, "Venire a Marquette doveva essere il primo passo, poi i professionisti dopo la laurea. E invece l'opportunità è arrivata un po' prima...".  Dal Wisconsin al Berkshire per il calcio e... per la famiglia. Ricordate nonno Rade? Ecco, il sangue non mente: in Inghilterra c'è sua mamma. Da sempre considerato tra i migliori giovani americani, con già 3 presenze nella nazionale degli States, Novakovich si sente, comunque, una Golden Eagle, simbolo di Marquette. E il Frosinone, ora, vuole aggrapparsi alle ali dell'Aquila Reale.

@AngeTaglieri88