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Franco Vazquez in Argentina è già un mito. Due giorni fa nella cittadina di Villa Carlos Paz si è tenuta una grande festa. Cinquecento invitati, cabaret, spettacoli, buffet e flash dei fotografi in quantità. Il protagonista assoluto? Proprio lui, El Mudo, che magari parla poco ma quando lo fa non lascia spazio a dubbi: 'Dopo Natale parto per Palermo, un passo importante della mia carriera, un sogno che si realizza'.

A Carlos Paz gli hanno intitolato un club di tifosi del Belgrano, la sua attuale squadra. Caso più unico che raro visto che Vazquez ha appena 22 anni. Forse l’estremo tentativo dei supporter e, chissà, anche dirigenti dei 'pirati' (soprannome del club) di Cordoba per trattenere altri sei mesi uno dei migliori talenti del Paese. Ma, tra abbracci, sorrisi e qualche lacrima, Vazquez ha azzerato ogni speranza: 'Al Belgrano sto bene ma non c’è possibilità che rimanga. Gioco altre cinque partite con la maglia celeste, poi vado in Italia'. Dove dovrebbe prendere il posto, secondo i piani del club rosanero, dell’illustre connazionale Pastore. Al momento le caselle dei trequartisti, in caso di conferma del 4-3-2-1, sono occupate con merito da uno Zahavi in rampa di lancio e da un Ilicic in netto recupero. Le alternative ci sono (Bertolo, Aguirregaray o Lores) ma in realtà sono adattamenti al ruolo e la costosa ciliegina sulla torta, 4,5 milioni dichiarati quest’estate da Zamparini (il contratto scadrà a giugno 2016), arriverà per concedere a Mangia un’alternativa di prima scelta per il salto di qualità.

Trattativa lampo ma spossante. Il 17 agosto Sogliano e Cattani, passato e presente rosanero, osservano, confusi tra i tifosi dei distinti del Gigante de Alberdi (stadio del Belgrano) l’1-1 con l’Olimpo, in gol guarda caso ci va Vazquez. Resterà l’unica rete stagionale ma i dirigenti del Palermo avevano già deciso prima di vederlo all’opera. Poi nuovi incontri a Milano, quindi a Madrid per firma (a notte fonda) e visite mediche. Il 30 agosto l’ok definitivo. Mancino di qualità che non disdegna l’utilizzo del destro per assist e tiri in porta, Vazquez lavora bene anche in fase difensiva e difatti l’obiettivo è renderlo eclettico al punto da farlo giocare sia come trequartista che come mezzala sinistra. Adora Kakà e Riquelme ma l’idolo è Messi. In questi giorni il tecnico Zielinski cerca di trasformarlo in ala sinistra: 'Giocare là non è proprio il mio forte'. Altro che 'mudo', quando vuole Vazquez si fa capire.

(La Gazzetta dello Sport - Edizione Sicilia)