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Campionato finito, ma stagione ancora aperta per Juventus, Napoli, Atalanta, Inter e Roma. Di conseguenza, il pagellone che abbiamo stilato è definitivo per 15 squadre su 20. Per le cinque di Coppa il voto e il giudizio verranno rivisti alla fine della corsa in Champions e in Europa League.

ATALANTA 8 - La squadra più bella e anche la più vera, nel senso che dentro ha tutto del calcio: la convinzione, l’organizzazione, l’intelligenza, la tattica. La sua crescita continua dovrebbe essere un modello per il calcio italiano. Ci sbilanciamo: contro il Psg ha una possibilità in più dei francesi.

VERONA 7,5 - Con gli “avanzi” delle altre ha realizzato qualcosa di straordinario. Determinata, organizzata, aggressiva, ha davvero convinto e la conferma di Juric è un altro punto a favore.

LAZIO 7,5 - Il Covid ha messo fine a un sogno che stava diventando realtà. Sapremo più avanti cosa è successo a una squadra che entusiasmava col gioco e vinceva. In ogni caso è entrata in Champions.

JUVENTUS 7 - E’ la media esatta fra il voto della vittoria per lo scudetto (9, perché vincere è facile solo a discorsi) e il voto al livello del suo gioco (5). Ha perso Supercoppa e Coppa Italia, ha incassato una valanga di gol. Ora tutto (compreso il nostro voto definitivo...) dipende dalla Champions.

MILAN 7 - Anche questa è una media (leggermente arrotondata per eccesso) fra la prima e la seconda parte della stagione. Da 5,5 la prima, da 8 la seconda.

NAPOLI 7 - Tutti si aspettavano di più, a cominciare da Ancelotti licenziato dopo un avvio di campionato deludente. Il voto alto è per la vittoria della Coppa Italia.

SASSUOLO 7 - Bel calcio con ottimi giocatori. La squadra di De Zerbi ha fatto un salto in avanti sul piano della personalità. Nessuna soggezione quando ha incontrato la Juve, anzi, sembrava il Sassuolo la grande squadra.

BOLOGNA 6,5 - Non ha entusiasmato, ma la storia vissuta da Mihajlovic e il modo in cui tutto il gruppo si è stretto intorno al suo allenatore rappresenta un punto a favore di questa squadra.

INTER 6,5 - Un allenatore da 11 milioni d’ingaggio all’anno, un mercato da 130 milioni di euro, una società piegata alle esigenze del suo allenatore e malmenata dal medesimo. Conte dice che non vuole nessuno sul carro, eppure c’è posto non avendo caricato nessun trofeo.

ROMA 6 - Come il Napoli, in campionato poteva e doveva fare di più. E’ uscita troppo presto dalla lotta per la Champions League.
FIORENTINA 6 - Male all’inizio, bene alla fine. Iachini ha meritato sul campo la conferma, ma i viola sono attesi alla prossima stagione (o meglio, al prossimo mercato) per verificare il livello del programma “fast, fast, fast” proclamato da Còmmisso.

SAMPDORIA 6 - Un grazie grande così a Ranieri da parte di tutti i doriani. Lo merita Claudio perché la salvezza raggiunta con così largo anticipo è in buonissima parte merito suo.

PARMA 6 - Ha fatto la stagione che tutti si aspettavano, con un calo nella seconda parte.

UDINESE 5,5 - Con Musso, Lasagna, Fofana e soprattutto De Paul avrebbe dovuto fare molto di più e non ridursi alle ultime giornate per raggiungere la salvezza.

CAGLIARI 5 - La squadra delle illusioni. Rog, Nainggolan e Nandez a metà campo, il fantastico Joao Pedro davanti e un inizio strepitoso. Poi, d’improvviso, la frana.

TORINO 5 - Come gioco è stata una delle peggiori del campionato. I gol di Belotti l’hanno spinta alla salvezza.

GENOA 5 - Un’altra salvezza all’ultima giornata dentro una stagione con tre allenatori e una serie notevole di passi falsi.

LECCE 5 - Gli appassionati di calcio si divertivano alle partite dei pugliesi, erano garanzie di spettacolo, di emozioni e di gol. Ma fra giocare bene e basta e giocare bene con equilibrio la differenza è enorme. Gli 85 gol incassati sono troppi.

BRESCIA 4,5 - Chissà cosa pensava Cellino quando ha ingaggiato Balotelli... Ma al di là di un’operazione con poco senso calcistico, la squadra aveva dei giocatori (Tonali, Papetti, Torregrossa, Donnarumma) in grado di lottare per la salvezza fino all’ultimo minuto, e non è successo.

SPAL 4 - Ha firmato la sua condanna quando si è separata da Semplici, l’uomo che l’aveva costruita nelle fondamenta. Retrocessa con un anticipo esagerato, ultimo posto, dieci sconfitte e due pareggi nelle ultime dodici partite. Malissimo.