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 Il dato è sorprendente, almeno in apparenza. Lunedì sera, in occasione della gara contro la Cavese, allo stadio Iacovone erano presenti 8.093 spettatori paganti; il mercoledì precedente, 22 settembre, giorno della notturna con il Parma, al Via del Mare, il numero degli spettatori si era fermato a 7957, quindi 136 in meno rispetto alla partita giocata l’altra sera a Taranto.
Un divario in effetti eclatante, se si tiene conto anzitutto della differenza di categoria: la Prima Divisione a Taranto, la serie A a Lecce. Un abisso, in termini tecnici, di interesse, di visibilità, di importanza. Eppure, l’affluenza del pubblico è stata maggiore nella gara di livello inferiore. Come si spiega questo clamoroso divario? 

A Lecce si parla da mesi, con insistenza, dei problemi connessi all’introduzione della tessera del tifoso. Uno strumento giudicato negativamente da tanti tifosi, in particolare quelli organizzati, perché visto come una forma di schedatura, quindi di controllo, quindi di repressione. Di fatto la tessera del tifoso impedisce di sottoscrivere l’abbonamento in presenza di sanzioni per reati da stadio. Inoltre, chi non è munito della tdt non può seguire la squadra in trasferta nel settore ospiti. In ogni caso, si può seguire la squadra in casa, in ogni ordine di posto, e in trasferta (in altri settori, a condizione che non vi siano restrizioni particolari).

Per la verità, anche a Taranto l’opposizione alla tessera del tifoso è stata da subito molto forte, con iniziative analoghe a quelle di altre tifoserie italiane. Questo movimento ha prodotto dati numericamente significativi: dai 3332 abbonati della stagione scorsa si è scesi fino ai 429 di quella attuale (un calo dell’87%). Nello stesso tempo, il riscontro dell’altra sera dimostra che, pur contestando la tessera del tifoso, l’apporto numerico alla squadra non è venuto meno.

Anche a Lecce c’è stato un calo di abbonati, ma più ridotto. Il confronto rispetto al dato omogeneo (quello dell’ultimo campionato di A) sancisce una flessione di 1535 tessere (da 5575 a 4040) che percentualmente corrisponde più o meno al 30%. Come dire che l’introduzione della tdt ha avuto un peso maggiore a Taranto che a Lecce.