38
Ha trascinato il suo Israele sino ad un passo dalla gloria e da una vera e propria impresa contro la più quotata Inghilterra - costretta ai supplementari - ma la sensazione è che di Oscar Gloukh torneremo a sentir parlare molto presto. Dei tanti talenti messisi in luce nel corso dell'Europeo Under 19 appena concluso, quello purissimo esibito dal centrocampista offensivo classe 2004 e di proprietà del Maccabi Tel Aviv ha rubato l'occhio ai tanti osservatori arrivati in Slovacchia in rappresentanza delle principali società del Vecchio Continente, italiane comprese.

PREDESTINATO - Conduzione di palla, visione di gioco e un'intelligenza tattica fuori dal comune (come la capacità di farsi trovare sempre alle spalle dell'avversario per ricevere palla) campeggiano sul biglietto da visita di un ragazzo di appena 170 cm di statura che in pochi mesi appena è stato protagonista di un'ascesa da predestinato: l'esordio in prima squadra è arrivato solamente lo scorso aprile, ovviamente con gol annesso, e nelle 10 partite disputate sino al termine della stagione si è tolto il lusso di andare a segno altre due volte. Con la sua nazionale, Gloukh è stato poi l'autentico trascinatore nella cavalcata europea, chiusa con 3 reti e un assist e una sensazione di dominio tecnico che ha condannato la favoritissima Francia ad una clamorosa uscita di scena in semifinale e messo paura agli inglesi. Le due prestazioni nelle partite clou della manifestazione devono aver convinto ulteriormente gli scout di Ajax e Borussia Dortmund, segnalati a più riprese sugli spalti, a presentarsi a breve con una proposta ufficiale per il Maccabi Tel Aviv, che chiede non meno di 10 milioni di euro.
 
I MERITI DI PAPA' - Un investimento alla portata e soprattutto di grande prospettiva, considerando che i margini di miglioramento sono ancora enormi. Nella crescita di un talento così grande c'è anche il contributo dell'educazione ferrea impostagli dal padre - secondo quanto riferisce l'agente di Gloukh - che ci ha messo del suo per affinare le doti del piccolo Oscar, costringendolo per anni a lavorare meticolosamente col suo piede sinistro, quello teoricamente più debole. E così tra i tanti punti di forza del funambolo israeliano c'è anche quell'ambidestria che gli permette di acquisire imprevedibilità nelle giocate per i suoi avversari e di guadagnare, al momento della giocata decisiva, quei tempi di gioco che nel calcio di oggi sono fondamentali. L'Europeo Under 19 parla ancora una volta inglese, ma il futuro è tutto di Oscar Gloukh.