Centravanti potente se c'è n'è uno, alto un metro e ottanta per un peso forma che sfiora i 95 chili Gunnar Nordahl è tra i miglior goleador di sempre della nostra serie A, subito dietro a Piola e Totti. In dieci stagioni ha realizzato la bellezza di 225 reti nel nostro massimo campionato, stella di prima grandezza e bandiera indiscussa del Milan degli anni'50, chiude la sua avventura italiana, ormai trentasettenne, alla Roma.

IL POMPIERE VENUTO DAL FREDDO - Nato nell'ottobre del 1921 in un paesino svedese al di là del Circolo Polare Artico, Nordahl sin da ragazzino fa il tornitore e soltanto a sedici anni inizia a giocare al pallone, neanche con troppa convinzione, nei dilettanti dell'Hörnefors, la squadra del suo paese. Già da subito inizia a segnare reti con sorprendente regolarità, tanto che passa al Dagefors dove segna 56 reti in 77 gare. Nel 1944 gli osservatori del Norrköping lo mettono nel mirino, ma non è facile strappare il “sì” a Nordahl, il quale non è molto convinto di lasciare il proprio lavoro per andare a giocare a football. Allora per convincerlo il Norrköping offre a Nordahl, oltre al ruolo di centravanti in una delle squadre più forti di Svezia anche un posto di lavoro come pompiere: da lì il soprannome che si porterà appresso per tutta la sua carriera. Al Norrköping viene allenato dall'ungherese Lajos Czeizler che intuite le potenzialità, fa di Nordahl un centravanti vero che segna reti a ripetizione, addirittura sette in una sola partita. A Nordahl ormai manca soltanto la giusta vetrina internazionale che gli possa dare l'occasione di mettersi in luce a livello europeo. L'occasione gli capita proprio nel 1948, quando sono in programma a Londra i primi giochi Olimpici dopo la seconda guerra mondiale. A guidare la selezione svedese è una commissione della quale fa parte anche Czeizler, Nordahl viene ovviamente convocato e si mette in vetrina diventando uno dei giocatori fondamentali per la conquista della medaglia d'oro della Svezia.

​NORDAHL BANDIERA ROSSONERA - La carriera di Nordahl è legata a doppio filo con quella di Czeizler: l'ungherese è l'allenatore che lo fa diventare centravanti micidiale, lo fa conoscere al grande pubblico convocandolo in nazionale ed è sempre lui che lo porta al Milan quando diventa allenatore dei rossoneri. In effetti Czeizler nel 1949 suggerisce al duo Trabattoni e Busini che stanno ricostruendo il Milan tre svedesi: Gren, Liedholm e, appunto, Nordahl. Nordahl in realtà era già stato adocchiato e opzionato dalla Juventus, ma Agnelli per farsi perdonare di aver soffiato Pløger ai rossoneri, decide di lasciare mano libera al Milan per Nordahl. Così il 22 gennaio 1949 Nordahl può arrivare a Milano, con il treno delle 21.50 proveniente dalla Svizzera, atteso alla stazione centrale da quasi duemila tifosi. Si mette subito in luce il pompiere, perchè cinque giorni dopo esordisce in Serie A segnando la rete decisiva nella vittoria rossonera contro la Pro Patria.

Interessante quanto Vittorio Pozzo scrive l'indomani di quella gara, a commento sulle colonne de La Stampa:
“(...) [Nordahl] dai compagni di squadra ha finito per non aver nessun aiuto; ha lavorato lui per essi, invece. Tondo e grassoccio, egli non è certamente in possesso della sua migliore forma in questo momento. Che sia comunque un uomo di classe, questo è sicuro. È bastato quello che ha fatto per confermarlo.”
Da quel momento non smette più di segnare. Nordahl con la maglia del Milan vince due scudetti, una Coppa Latina e per ben 5 volte la classifica cannonieri, segnando 210 reti in 257 partite: numeri da capogiro!
Da ricordare che la decisione di firmare per una squadra professionistica ha impedito a Nordahl di poter essere convocato con la propria Nazionale, con la quale ha comunque giocato 33 partite realizzando ben 43 reti.

TRAMONTO ROMANO - Il pompiere nel 1952 ha ormai 35 anni, ma il vizio del goal non lo ha certo perduto: nell'ultimo campionato di serie A con il Milan ha infatti messo a segno 23 reti, ma alcuni lo considerano ormai avviato al tramonto. Uno di questi è Gipo Viani, il nuovo allenatore dei rossoneri, che non reputa più Nordahl utile alla squadra. La Roma si fa sotto, tentata di prendere lo svedese, anche se molte sono le riserve e i dubbi. Il Milan fiuta un possibile affare e nella trattativa chiede come contropartita l'attaccante Galli e un piccolo conguaglio. La Roma a Nordahl propone un contratto a prestazione, quasi a cottimo, che prevede circa mezzo milione di lire per ogni partita disputata oltre le venti: ne giocherà trenta realizzando 13 reti, il pompiere, e non vorrà neppure la differenza. L'anno successivo, dopo le prima quattro gare, viene nominato allenatore dei giallorossi al posto dell'inglese Stock. Poi saluterà tutti e se ne tornerà in Svezia per continuare una vita lontana dal calcio che non sarà altrettanto prodiga di soddisfazioni.

(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)