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Il calcio italiano per club continua a soffrire sul piano della competitività internazionale. Eppure c'è un segmento in cui rimane leader: quello della creatività contabile. Abbiamo inventato il giochino delle plusvalenze incrociate per aggiustare i bilanci annuali, lo abbiamo portato a livelli grotteschi come nei casi del Parma e della premiata ditta Chievo-Cesena (che infatti sono saltate in aria entrambe), e adesso vediamo che questo artificio venga adottato all'estero. Per esempio, in Spagna tra Barcellona e Valencia. E adesso anche in Portogallo, dove la stagione dei bilanci annuali sta rivelando scambi di calciatori provenienti dalle squadre giovanili per cospicue cifre che fanno scopa.

Protagonista assoluto di questo intreccio è il Porto, ma a prestarsi sono anche un'altra grande come lo Sporting Portugal e un club di rilievo per la realtà lusitana come il Vitória Guimarães. Con entrambe le società gli scambi sono avvenuti sulla base di cifre gemelle. E le manovre erano passate inosservate fino a che la pubblicazione dei bilanci annuali non ha reso noti i numeri.

Porto-Sporting. Le due società sono da mesi in una fase di rapporti abbastanza conflittuali, ma se c'è da darsi una mano per rimettere a posto i conti le inimicizie passano in secondo piano. Per questo Porto e Sporting hanno deciso di scambiarsi due giovani calciatori nell'ultimo giorno della finestra di calciomercato estiva. Rodrigo Francisco Pinto Vieira Fernandes, centrocampista classe 2001, si è mosso lungo la direttrice Lisbona-Oporto, mentre Marco Sousa Cruz, centrocampista classe 2004, ha fatto il viaggio inverso. Valutazione dei due calciatori: 4 milioni di euro a testa. Che per i bilanci delle due società significa un attivo di 8 milioni di euro, cioè 4 milioni di euro di plusvalenza sul calciatore in uscita (che provenendo dal settore giovanile non costituiva un valore soggetto a ammortamento) e altri 4 milioni di euro sul calciatore in entrata alla voce “diritti pluriennali alle prestazioni di calciatori”.
Porto-Vitória. Di ben più ampia rilevanza è lo scambio messo in piedi fra Porto e Vitória Guimarães durante il mese di luglio: due coppie di calciatori per un valore incrociato da 15 milioni di euro. I due atleti che sono stati spostati dal Porto al Vitória sono Rafa Pereira, centrocampista classe 2001 valutato 4 milioni di euro, e Francisco Ribeiro, centrocampista classe 2003 valutato ben 11 milioni di euro. La traiettoria inversa è stata seguita da Romain Correia, difensore classe 1999 e da João Miguel Teixeira Mendes, difensore esterno classe 2000. Il loro valore aggregato è 15 milioni di euro. Tutti e quattro i calciatori sono stati destinati alle squadre B. Dunque per le due società si ha una somma di attivi da 30 milioni di euro. Ma a patto di tenere conto di due aspetti; che dei 15 milioni di euro “in entrata” non c'è un centesimo di denaro reale che finisce in cassa; e che i 15 milioni messi in attivo per i calciatori incamerati comporteranno costi di ammortamento nei prossimi esercizi e lungo l'arco di durata dei contratti fatti firmare ai calciatori.

Sintomo di malessere. Per i portoghesi una manovra di mercato del genere è novità assoluta, come si può constatare dai commenti incuriositi che si rincorrono negli ultimi giorni sui media. Da quelle parti non hanno conosciuto un caso Parma, o un caso Chievo-Cesena. Dunque si trovano ancora nella fase in cui sembra che mosse del genere siano soltanto una nuova formula di gestione dei flussi di bilancio e del patrimonio di diritti economici di calciatori. Farebbero bene a capire, e anche alla svelta, che quando una o più società di calcio fanno ricorso a espedienti del genere, ciò è sintomo di un malessere economico-finanziario molto profondo. Un primo campanello d'allarme che suona. Guai a sottovalutarlo.
@pippoevai