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Caos Barcellona. L'avventura di Josep Maria Bartomeu come presidente del club catalano è arrivata al capolinea: il 57enne si è infatti dimesso ufficialmente dopo sette anni alla guida e a solo un giorno di distanza dalla sfida di Champions contro la Juve, in scena a Torino mercoledì. Lo stesso vale per gli altri componenti del Consiglio direttivola crisi è profonda, sia dal punto di vista economico che dei risultati, come testimonia l'epurazione tecnica di quest'estate,

L'UFFICIALITA' - La notizia ufficiosa era già arrivata, adesso c'è anche l'annuncio ufficiale del Barcellona: "Josep Maria Bartomeu ha annunciato le dimissioni della Junta Directiva del Barça", si legge sul profilo Twitter del club blaugrana. 
LE PAROLE DI BARTOMEU - Ecco le parole del presidente dimissionario, in conferenza stampa: "Ho sempre difeso il principio che l'autocritica ci rende tutti migliori, ma qui si è mancato proprio di rispetto. Sono stato insultato e minacciato, sia io che la mia famiglia.Dopo l'eliminazione in Champions la cosa più facile da fare sarebbe stata andarsene, ma c'erano da prendere delle decisioni in mezzo a una crisi mondiale senza precedenti. Non lo avrebbe certo potuto fare una Commissione di gestione con funzioni limitate... Chi avrebbe scelto il nuovo allenatore? Chi avrebbe difeso la continuità di Messi? Abbiamo accettato di entrare in una Superlega europea di club. Questa decisione dovrà essere ratificata dalla prossima assemblea. Inoltre abbiamo approvato il formato del nuovo Mondiale per club. Il restyling interno della squadra doveva essere fatto prima. Lo riconosco e me ne sono assunto le responsabilità convocando le prossime elezioni presidenziali a marzo. Dovevamo ringiovanire la rosa e cambiare certe dinamiche. Questo ha portato alla cessione di calciatori fondamentali, che voglio ringraziare anche oggi per il loro contributo. Abbiamo portato in prima squadra giovani del Barça B e talenti del futuro",​
LE MOTIVAZIONI - Secondo Sport, da sempre molto vicino alle vicende di casa Barcellona, le dimissioni arrivano in segno di protesta contro la decisione del governo catalano, che ha respinto la richiesta del club di posticipare il referendum in programma il prossimo 1 e 2 novembre nel quale i soci blaugrana voteranno la sfiducia proprio al presidente. I blaugrana, di fronte all'emergenza Covid (da marzo a oggi circa 800 soci hanno perso la vita), hanno infatti chiesto al Segretario per lo Sport e l'Attività Fisica della Generalitat de Catalunya di rinviare la riunione al 15 novembre per garantire una maggior sicurezza dei partecipanti, molti di loro ultrasassantenni, ma la proposta è stata rispedita al mittente perché non ci sarebbe "alcun impedimento legale o sanitario".