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Il Real si lecca le ferite dopo la batosta e le incertezze intorno al futuro di Zidane, con una vittoria di quelle pesanti a Siviglia. Un colpo di testa di Benzema, uno dei fedelissimi di Zizou, lo rilancia in testa alla classifica di un campionato che sembra meno prevedibile di quello dominato dalla diarchia Real-Barcellona.

Il prode Monchi, fuggito di notte dopo avere praticamente raso al suolo la Roma di Pallotta, si è dato una bella rimpannucciata tornando a Siviglia, ove ha potuto sbizzarrirsi con il gioco che più lo attrae: lo scambio di figurine. Sono addirittura 15 le facce nuove che sono sbarcate in Andalusia, una vera e propria rivoluzione di cui il nostro va fiero anche per la produzione di pingui plusvalenze, la specialità della casa. L'allenatore Lopetegui, che a suo tempo venne licenziato dal Real Madrid, si gusta la rivincita in una Liga che ha perso tutti i punti di riferimento tradizionali. Il potere ha cambiato castello: il Barcellona non cadeva così in basso dal secolo scorso, l'Athletic Bilbao vola in alto dopo la vittoria nel derby con l'Alaves e perfino il Granada, che apparteneva alla famiglia Pozzo prima di essere ceduto agli immancabili cinesi, guarda le grandi tradizionali dall'alto in basso.

Il Real non recupera Marcelo, uno degli insostituibili, e si presenta al Sanchez Pitzuan con un tridente inedito: Benzema-Bale e Hazard. Zidane passeggia nervosamente davanti alla panchina osservando i suoi giocatori vestiti di verde, in omaggio alla scelta ecologica che la società madrilena ha deciso di caldeggiare. Ma nemmeno Greta, la bambina che scuote le coscienze, potrebbe fare granché: il Real sembra al verde in tutti i sensi. Nel primo tempo un solo tiro degno di nota, quello di Hazard, neutralizzato senza troppi patemi da Vaclik. La partita è vischiosa e scorbutica, piena di durezze e poco affidabile. Nel secondo tempo diventa addirittura rissosa. C'è una situazione curiosa quando l'arbitro ammonisce Sergio Ramos, che ha steso senza pietà Ocampos. Il bullo madridista fa il gesto del dito medio che il destinatario non vede, ma il Var sì. Passa tutto in cavalleria e arriva la zuccata vincente di Benzema, ispirato dall'assist di Carbajal.

Lopetegui prova a giocarsi la carta di Hernandez nella speranza che scatti la legge dell'ex. Zidane risponde con Valverde, in tono con la serata ecologica, uruguayan ventunenne, grande scommessa del Real. Il Siviglia sbatte contro un muro e perde partita e primato. Il ruolino è imbarazzante: nemmeno un tiro in porta.