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Inter e Cile, un binomio che spesso fa rima con gol. Da Ivan Zamorano ad Alexis Sanchez, accomunati ora anche dallo stesso numero di reti realizzate in gare ufficiali con la maglia della Roja, 25. Un primato in condivisione per due grandi attaccanti, il primo parte integrante della storia del club nerazzurro nella seconda metà degli anni Novanta (c'è il suo marchio sulla Coppa Uefa del '98), il secondo voglioso di rilanciarsi in grande stile dopo la parentesi negativa di Manchester e una prima annata milanese in chiaroscuro. Eppure, sono bastati pochi scampoli in questo avvio di stagione affinché Conte e gli stati maggiori dell'Inter potessero iniziare a coltivare il pensiero di avere un fuoriclasse in più nella rincorsa allo scudetto.

LA FIDUCIA DELL'INTER - Contro la Fiorentina, alla prima uscita in campionato, gli sono bastati 12 minuti per essere decisivo, col Benevento ha concesso il bis pochi giorni più tardi, mentre il "miracolo" non si è ripetuto negli scampoli finali dell'ultima uscita contro la Lazio. In un totale di 113 minuti, il Nino Maravilla ha lasciato intendere che, se la malasorte e gli infortuni gli concederanno una tregua, quest'anno Lukaku e Lautaro Martinez avranno maggiori opportunità di rifiatare in panchina. Il problema al tendine peroneo che ha condizionato completamente la prima annata interista è un lontano ricordo e la dirigenza nerazzurra ha tradotto in fatti concreti questa sensazione, facendogli firmare un contratto triennale a 7 milioni di euro a stagione.
MESSAGGIO A CONTE - Non prima di aver confezionato quello che rischia di essere un vero e proprio capolavoro di strategia, avendolo prelevato dal Manchester United - ansioso di sbarazzarsene - a titolo gratuito. Un'intuizione che rischia di avere dell'incredibile da parte di Marotta e Ausilio se Sanchez saprà ritrovare la migliore condizione psicofisica, per intenderci quella che ha contraddistinto i suoi trascorsi all'Arsenal (80 gol in 166 partite). Un auspicio per l'Inter e per la nazionale cilena, sia nell'ottica di centrare la qualificazione al prossimo Mondiale che di presentarsi da protagonista alla Copa America della prossima estate. "Ogni volta che gioca per noi, si dimostra un leader tecnico, un trascinatore. Se giocasse di più nel suo club avrebbe una migliore condizione fisica", è il messaggio recapitato dal ct Rueda a Conte. Recapitato e ricevuto: nella rincorsa al titolo, quest'anno c'è un Sanchez in più.