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Vivere da nababbo. Sua Altezza lo sceicco non bada a spese. Bella è la vita senza Premier e Champions. "Bella un corno. Devi stare comunque sul pezzo, guardare, seguire, tenerti informato". Roberto Mancini in pausa nazionali. Un break provvidenziale, benefico soprattutto per la mente. "Riposo attivo, non assoluto. Ho allenato e guardato calcio in tivù. Una scorpacciata: a casa ho tutte le antenne del mondo. Volendo, nulla sfugge. O pensate che Manchester sia una città del Daghestan?"
 
In tivù ha visto anche Cavani? "Proprio no. Questione di fuso orario".
 
Cavani non si ferma neppure con le cannonate. Ha fatto gol anche alla Bolivia. Sorpreso, Mancini? "Neanche un filo. Cavani lo conosco bene, so chi è. E lui me l'ha confermato anche a Manchester. Ha timbrato pure qui. Attaccante formidabile, moderno".
 
Strano che non abbia pensato di portarlo al City. "Avrei voluto Cavani all'Inter. Il primo attaccante che ho suggerito a Moratti. Chiedete al presidente e avrete conferma. Avevo visto Cavani alla sua seconda partita in Italia, a San Siro. Novanta minuti di guerra con brutti tangheri come Samuel e Materazzi. Temperamento,cuore,tigna,fisico,tecnica. Quasi normale che stia spaccando tutto, gli avversari e le partite".
 
I tre tenori del Napoli hanno cantato anche contro il City di Mancini, in Champions. Lavezzi non è un suo pallino? "Grande calciatore, devastante in ogni suo movimento. Ma io non saprei dove metterlo, ora. Stesso discorso per Hamsik, di cui sono stato il primo estimatore in Italia".
 
Voleva portarlo all'Inter, vero? "Verissimo. Campionato sospeso, giocava l'Italia. Andai a vederlo a Brescia e rimasi impressionato. Suggerii all'Inter di prenderlo. Se avete dubbi, date un colpo di telefono a Branca, direttore dell'Inter, e al presidente Corioni".
 
Quei tre se li ritroverà contro in Champions, come pure il Napoli. E' sempre convinto di superare la fase a gironi? "Sì, sempre. La giostra è appena cominciata, due partite giocate e quattro da giocare. Il Villareal si è perso per strada, non è fuori, però rischia. Mi sa tanto che le quattro pretendenti agli ottavi di finale siano diventate tre".
 
Il Napoli è messo bene, quattro punti. Meglio del City. "È forte, il Napoli. Gran bella squadra, molto organizzata. I tre tenori non sono soli. Il Napoli ha preso un ottimo abbrivo, ma i punti ancora in palio sono dodici. Tanti, direi".
 
Diventa dura senza Tevez? "Dura lo era già prima. Dovreste ricordare una mia risposta a precisa domanda, alla vigilia della partenza. Il girone resta di ferro".
 
Mancini, faccia una stima: quanti punti servono per superare la fase a gironi di Champions? "Credo nove. Dieci per andare sul sicuro".
 
Il City è in grado di arrivare a quella quota? Siete partiti male, un punto in due partite. "Il Napoli ha meritato di pareggiare a casa nostra. Risultato giusto, complimenti sinceri e vivissimi al Napoli. Il Bayern? Di questi tempi è uno schiacciasassi, trita tutti. Ma a Monaco, sullo 0-0, c'erano due rigori a nostro favore. Falli netti, evidenti, solari. Abbiamo subito due gol casuali, ci siamo innervosisti, e dopo il secondo abbiamo sbracato.Siamo usciti dalla partita".
 
Ma il City come sta e come sta Balotelli? "Bene il City, primo in classifica con l'United. Siamo una squadra vera, difettiamo solo di mestiere. Sono contento. Sì, davvero, anche di Balotelli. Va a mille mille, sono convinto che stavolta durerà. Sarà la nostra arma in più in Champions".
 
City-Villareal e Napoli-Bayern, alla prossima. "Dobbiamo intanto dedicarci al campionato. Alla ripresa andremo a casa dell'Aston Villa, a Birmigham. Napoli-Bayern è la chiave, la madre di tutte le partite in questo infernale girone di Champions. Se non determina, sicuramente orienta. A noi andrebbe bene qualsiasi risultato. Il pareggio sarebbe il massimo".
 
Mancini per chi tiferà? "Manchester City. Sarebbe bello andare avanti insieme. Noi e il Napoli".