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Gentile Procuratore,

sono uno studente di giurisprudenza e, in questa strana estate, sono alle prese con lo studio perché a settembre dovrei sostenere l'esame di diritto del lavoro. Chiuso in casa a studiare, quindi. Noto che i calciatori sono giustamente in vacanza (ferie), ma le loro ferie - causa Covid - saranno certamente ridotte visto che la stagione sportiva si è conclusa in agosto e i campionati riprenderanno a settembre. Pochi giorni e con il rischio magari di ammalarsi se sceglieranno una meta a rischio. Che cosa ne pensa? E secondo Lei le società hanno stilato una sorta di lista delle mete vacanziere sconsigliate perché a elevato rischio Covid? Le vacanze di Ronaldo (
foto Instagram, ndr) in Liguria forse non sono  casuali...Grazie per l'attenzione Ilario di Bologna


Gentile Ilario,

per prima cosa ti invio un grosso in bocca al lupo per il tuo esame. Partiamo da un dato di fatto: i calciatori professionisti, ex art. 4 della Legge n. 91/1981, sono dei lavoratori subordinati per cui hanno diritto a godere di un periodo di ferie. Quest'ultimo periodo, a causa dello slittamento delle competizioni ufficiali come conseguenza del Coronovaris, si è in effetti ridotto senz'altro a meno delle consuete 4 settimane alle quali i calciatori erano stati abituati negli scorsi anni. Ciò non significa, tuttavia, che perderanno il godimento delle ferie sancito dai Contratti Collettivi. In particolare l'Accordo Collettivo di serie A recita quanto segue: "Il Calciatore ha anche diritto ad un periodo di riposo annuale della durata di 4 settimane, comprensive dei giorni festivi e di riposo settimanale"(art. 18. comma 2, Accordo Collettivo Serie A). Ne deriva che le 4 settimane di ferie non potranno in ogni caso essere precluse ai calciatori, sebbene la scelta del periodo di godimento del riposo annuale spetti alla Società, che decide in relazioni alle esigenze dell'attività sportiva (art. 18. comma 3, Accordo Collettivo Serie A) e, quest'anno, le esigenze dell'attività sportiva sono state fortemente condizionate dall'imprevedibile avvento del virus ancora tanto temuto e non ancora debellato.
Quanto al ritorno in sede dopo le vacanze, i calciatori saranno sottoposti a rigidi protocolli già collaudati con la ripresa dei campionati. 

Singolare è, invece, la tua domanda circa la possibilità che le società abbiano o meno consigliato le mete delle vacanze ai propri atleti. Non lo escluderei categoricamente, ma ritengo che i calciatori siano in grado autonomamente di scegliere, per il loro bene innanzitutto, le mete meno a rischio!

Ma ora passo la palla agli utenti di calciomercato.com: secondo voi i calciatori sono stati condizionati dal Covid nella scelta delle loro vacanze? E le società potrebbero averli invitati a evitare determinate zone di villeggiatura?