Cassano non è solo 'le Cassanate'. Cassano non è solo quello che fa le corna a Rosetti, che si fa cacciare a Marassi contro il Torino rendendosi protagonista di una triste sceneggiata, che lascia in fretta e furia il ritiro del Verona; Cassano non è solo quello dei chili di troppo, del calciatore che preferisce giocare all'ombra, del giocatore che litiga coi dirigenti. Antonio Cassano è stato molto di più: un talento grezzo, rimasto volutamente grezzo, fieramente grezzo, con picchi di classe che lasciano tanti, tantissimi rimpianti. Non a lui, è stato chiaro; ma a noi. Sì, a noi. 

DAL BARI AL REAL - Le magie a Bari, il trasferimento alla Roma, quel feeling tecnico con Totti che pareva unico quanto illegale, la delusione di Euro 2004 dove da ultimo arrivato è stato l'ultimo ad arrendersi; poi il Real Madrid e i gol, perché ci sono stati gol e non in partite banali, la rinascita alla Samp, il suo unico scudetto al Milan, l'Inter, il Parma e ancora la Samp. Senza dimenticare Euro 2012, dove con Balotelli fece sognare un paese intero. La classifica di CM di questa settimana è dedicata ai 10 momenti magici del Cassano calciatore.
ILLUSIONISTA - Anche questo è stato Cassano: l'uomo che ubriacò Panucci e Blanc a 18 anni, quello che portò la Samp alle porte della Champions League, quello che riuscirà a far segnare a Strasser un gol che col senno di poi fu importantissimo per lo scudetto rossonero. Magico, talentuoso, mai banale: illusionista perfetto, Fantantonio. Forse il più grande di tutti a... illuderci. Poteva essere, non è stato.