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Un profilo di talento, un difensore da seguire. Jules Koundé è una delle novità del calcio francese, uno dei giovani più interessanti in un ruolo, quello del centrale, che caratterizzerà il prossimo calciomercato. Nato a Parigi, nel novembre 1998, il suo nome da sempre fa rima con Bordeaux: dopo essere cresciuto tra la Fraternelle de Landiras e La Brède, nel 2013 entra nel settore giovanile de Les Girondins, con il quale vince un titolo di Francia under 19 (con la fascia al braccia) e con il quale fa l'esordio in prima squadra il 7 gennaio 2018, in occasione di un match di Coupe de France contro l'US Granville.

RECORD - La sua esplosione è merito della fiducia di Poyet e della mentalità da difensore navigato: nonostante abbia poche primavere alle spalle e un fisico tutt'altro che granitico (è alto 179 centimetri), Koundé brilla per posizione e scelta di tempo, per questo motivo è stato più volte paragonato a Mascherano. In questa stagione ha giocato, tra Ligue 1 e coppe, 45 partite, per un totale di 4040 minuti, con due gol all'attivo. Eletto miglior giocatore del Bordeaux del mese di febbraio, ha scritto il suo nome in maniera indelebile nella storia de les Marines et Blancs: con la rete all'Amiens, nel febbraio 2018, a 19 anni e 3 mesi è diventato il più giovane difensore del Bordeaux a segnare in campionato dopo Alain Roche nel 1986 (18 anni e 5 mesi).

QUANTO COSTA - Nel suo futuro prossimo non c'è il salto in una big, il sogno è segnare un gol di tacco, come quello di Mancini in Lione-Roma del 2007, il gol più bello che abbia mai visto. L'Inter, presente sugli spalti del Matmut-Atlantique per Bordeaux-Marsiglia, ha scritto il nome di Koundé sul suo taccuino, tornerà a vederlo, ma è presto per capire se ci sarà una trattativa. Chi lo vuole deve mettere in preventivo un investimento corposo, superiore ai 20 milioni di euro. Parola di Hugo Varela, responsabile del settore sportivo del Bordeaux: "Venti milioni sono troppo pochi. Vogliamo tenerlo, parte solo per un'offerta 'hardcore'. Solo di fronte a tanti soldi siamo pronti a lasciarlo andare".