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Chissà qual è stato il primo pensiero di Ivan Juric quando, lunedì mattina, ha diretto il primo allenamento della stagione: a guardare le facce dei giocatori presenti, del Torino che si è visto lo scorso campionato e di quello che sarà protagonista nel prossimo c’era davvero molto poco. Appena dieci reduci dall’ultima stagione, tra cui il terzo portiere Gemello e una serie di giocatori in partenza come Bremer e Zaza, diversi Primavera o ex che sono rientrati dei rispettivi prestiti. E’ poi arrivato Bayeye, promettente terzino destro proveniente dal Catanzaro su cui la società granata ha voluto scommettere, sta per arrivare Radonjic, trequartista serbo reduce da una stagione da dimenticare con il Benfica. Più che i nuovi arrivi, a colpire l’attenzione in questi primi giorni di allenamenti sono coloro che non ci sono più.

CHI E' ANDATO VIA - Il Torino ha perso diverse pedine importanti della scorsa stagione, in primis il capitano Belotti, che ha scelto di non rinnovare il contratto ed ora in cerca di una nuova squadra. Poi Brekalo, che prima ancora che il campionato finisse, ha comunicato la propria volontà di non restare, a seguire Pobega e Pjaca, rientrati rispettivamente al Milan e alla Juventus dopo la conclusione del prestito. Tra i partenti illustri c’è poi anche Mandragora, non riscattato dalla Juventus e che negli ultimi giorni si è accasato alla Fiorentina: una scelta, usando le parole del centrocampista, fatta per via “delle ambizioni e del progetto del club viola”. Non è stato riscatto nemmeno Praet, altra pedina fondamentale della squadra della scorsa stagione, ma la trattativa con il Leicester per il suo ritorno (sempre con la formula del prestito ma con un’opzione per il riscatto a cifre più basse è in corso). Se inoltre si considera che andranno via anche Bremer e presumibilmente Milinkovic-Savic (il primo perché vuole giocare in un club protagonista in Champions League, il secondo perché bocciato dopo una stagione con troppi errori), il conto di titolari (o quasi) persi dal Torino da quando è finito il campionato è di 8. Tra coloro che hanno giocato con continuità restano i soli Rodriguez, Djidji, Singo, Vojvoda, Lukic e Ricci.
LA POSIZIONE DI JURIC - Il Torino attualmente è un cantiere aperto e c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto se si vuole provare ad assecondare le ambizioni e gli obiettivi di Juric. “Vorrei provare ad arrivare in Europa” aveva dichiarato l’allenatore parlando, dopo l’ultima gara di campionato contro la Roma, degli obiettivi per la nuova stagione. Gli sono stati promessi rinforzi che ancora non sono arrivati e certamente ora non è soddisfatto nemmeno dei tanti buchi nella rosa da colmare: sapeva che avrebbe dovuto fare i conti con varie partenze ma sperava non fossero così tante quelle importanti, avrebbe volentieri continuato ad allenare Mandragora, Praet e anche Belotti, si è ritrovato invece ad iniziare la stagione con diversi giovani e giocatori con le valigie in mano. Un anno fa, tra agosto e settembre, Juric aveva criticato pubblicamente la società per come aveva operato sul mercato, se Cairo e Vagnati non raddrizzeranno la rotta al più presto, portando in granata giocatori di livello almeno uguale a quello di coloro che sono partiti, c’è da aspettarsi qualche altra sfuriata da parte del tecnico croato.