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Saranno anche cose simboliche o di poco valore, ma il Toro dopo tre mesi da primatista assoluto della serie B non ha incassato con un sorriso il sorpasso del Sassuolo in vetta alla B. E così, dopo aver assistito alla vittoria degli emiliani nell'anticipo a Nocera, i granata vogliono subito riprendersi quel primo posto conquistato il 5 ottobre. La risposta dovrà arrivare oggi pomeriggio dall'Olimpico in una partita che si preannuncia delicata per una squadra dal fiato corto e con Bianchi in crisi d'astinenza. Perché l'Ascoli, ultimo in classifica causa penalizzazioni, costruirà un bunker per strappare almeno un pari e il Toro dovrà superare se stesso per tornare alla vittoria dopo un mese.

Gli infortuni e le squalifiche, poi, privano i granata di pezzi importanti e ricambi di spessore. Per questo Ventura sta pensando di varare un 4-3-3 con Vives mobile a sinistra al posto di un 4-2-4 che prevede Surraco come titolare sulla fascia destra. Anche perché dalla settimana di frenetiche trattative di mercato non è arrivato l'esterno o la punta sperata: prima il no di Gimenez, poi le difficoltà su Meggiorini non hanno riempito la casella degli arrivi. Ieri, a Milano, Toro e Genoa si sono di nuovo incontrate per l'attaccante in prestito al Novara: l'accordo è vicino, ma lunedì si terrà l'incontro decisivo.

Il Toro, dunque, dovrà ripartire contando sulle proprie forze e sulle antiche certezze. Anche se dovrà mettere in conto una certa ansia ambientale per questo sorpasso, le classiche titubanze invernali dell'era Cairo e i cali che spesso accompagnano le squadre di Ventura nel ritorno. Le statistiche in serie B del tecnico genovese parlano di una partenza lanciata (1,90 punti di media a partita a settembre ed ottobre) con una flessione invernale (1,31 a gennaio e 1,48 a febbraio). «Essere primi oggi non significa nulla - commenta Ventura - perché quello che conta è sapere chi sei, quanto dai e con quale continuità. A Lecce nel 1996-1997 per nove mesi sono stato in testa e alla terz'ultima eravamo fuori dalla zona A. Solo che non abbiamo drammatizzato e siamo stati promossi: ecco perché chiedo equilibrio e serenità a tutti. Non facciamoci stressare: i giocatori hanno voglia di dare, ma per farlo devono sentire la fiducia».

L'Ascoli sarà il primo ostacolo da superare in una corsa che il Toro deve vincere a tutti i costi, perché l'obiettivo di tagliare il traguardo della promozione è vitale dopo tre stagioni in serie B. E allo stesso tempo inizierà l'esame ad un Toro che dovrà crescere nel progetto tecnico e societario per restare nel massimo campionato. Il mercato di gennaio diventa così significativo non solo per comprendere la volontà di Cairo nel garantire la qualità e i rinforzi attesi, ma anche per infondere quella prospettiva auspicata dai tifosi e dallo stesso Ventura. Che oggi compie 64 anni e si trova nella condizione di precario, visto il contratto in scadenza a giugno e l'assenza di segnali concreti di rinnovo da parte della società. «Dovrà venire in maniera naturale - disse il presidente a Malta -: ho imparato che non conta la durata, ma la qualità dei rapporti e la fiducia reciproca». Insieme, ovviamente, ai risultati.