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Non basta il solito gol di Cristiano Ronaldo, perché prima Borini e poi Pazzini, con un rigore suggerito dal Var, trasformano un ingiusto 0-1 in un giustissimo 2-1. E proprio perché il risultato è tanto clamoroso quanto ineccepibile, per quello che si è visto in 96’ di rara intensità, questa prima Juventus di Sarri, già alla terza sconfitta in campionato, non merita lo scudetto. Il primo Verona di Juric, invece, imbattuto nelle ultime otto partite in cui ha collezionato quattro vittorie e quattro pareggi, merita un posto in Europa.

Padrona del campo fin dall’inizio, la neopromossa più sorprendente della stagione ha il grande merito di non arrendersi dopo il gran gol di Cristino Ronaldo, prima pareggiando con Borini, poi passando in vantaggio con il rigore del nuovo entrato Pazzini, chiudendo persino all’attacco, alla fine del sesto minuto di recupero. Una dimostrazione di grande condizione atletica, perché è bene ricordare che il Verona era alla terza partita in sei giorni, dopo l’1-1 in casa del Milan e lo 0-0 in casa della Lazio, ma nessuno a cominciare da Juric si è lamentato come avrebbero fatto altri. La Juventus, invece, che aveva potuto preparare la gara in settimana è scesa in campo con la sufficienza già mostrata nelle altre sconfitte contro la Lazio e il Napoli e forse non è un caso che il capitano Bonucci, il cui fallo di braccio ha provocato il rigore della sconfitta, alla vigilia abbia parlato più della prossima gare di Champions  con il Lione che di quella con il Verona. Tempi duri quindi aspettano Sarri, specialmente se l’Inter batterà il Milan raggiungendola così in testa alla classifica. 

SZCZESNY DECISIVO - Il Verona parte fortissimo, schiacciando subito la Juventus nella propria metà campo. Merito di una velocità impressionante e di una grande organizzazione tattica, perché la squadra di Juric gioca a memoria con la sicurezza delle grandi, per nulla intimorita dalla forza dei campioni d’Italia. Senza un vero centravanti di ruolo, con Borini e Zaccagni larghi sulle fasce per favorire l’inserimento di Pessina al centro e le sovrapposizioni di Faraoni e Lazovic, il Verona va vicinissimo al gol dopo 10’ con un affilato diagonale di Faraoni da destro, sul quale Szczesny vola letteralmente per alzare in angolo. Il gran gioco del Verona, però, non basta per annullare i grandi giocatori della Juventus che da un momento all’altro possono fare la differenza con la loro superiore qualità tecnica. E così non bisogna sorprendersi se Douglas Costa, schierato alle spalle di Ronaldo e Higuain, ancora preferito inizialmente a Dybala, conclude un’azione personale con un gran tiro che va a sbattere sulla traversa. 

BEFFA VAR  - Il Verona non si placa e passa meritatamente in vantaggio con Kumbulla che devia di testa una punizione di Veloso. L’arbitro Fabbri al Var, però, avvisa via auricolare il suo collega Massa che bisogna annullare il gol per un fuorigioco millimetrico. Una beffa perché l’1-0 rispecchierebbe alla perfezione i meriti dello scatenato  Verona e i demeriti di una lenta e contratta Juventus, in cui Bentancur, Pjanic e Rabiot in mezzo al campo soffrono il ritmo superiore degli avversari. Ma la beffa più grossa, per i padroni di casa, potrebbe arrivare poco dopo quando Ronaldo con un altro spunto improvviso come quello precedente di Douglas Costa colpisce il palo con un bel diagonale da sinistra.

CR10 -  Nemmeno il buon finale di primo tempo della Juventus, vicina al gol con altre due conclusioni di Ronaldo fuori di poco, cambia il copione nella ripresa in cui il Verona reclama invano un rigore per un duro intervento di Cuadrado su Zaccagni. E allora, dopo la mossa di Juric che cerca di dare più profondità alla squadra inserendo Verre al posto di Veloso, Sarri si decide a far entrare Dybala e Higuain, costretto a uscire, anche stavolta non gradisce rifiutandosi di ricambiare il saluto con il tecnico. La differenza, però, ancora una volta la fa Ronaldo, che parte da solo e vola verso la porta avversaria, evitando Rrahmani con un doppio passo e infilando l’incolpevole Silvestri con un perfetto diagonale di destro. Gol da campionissimo, il ventesimo in campionato e primo per lui a 35 anni, che così va a segno per la decima partita consecutiva in serie A, vicino al record di Batistuta e Quagliarella, a quota 11. 

BORINI-PAZZINI -  Juric risponde con Pazzini al posto di Zaccagni, ma il pareggio è firmato da Borini, bravo a sfruttare un controllo errato di Pjanic e ad avventarsi sul pallone scaraventandolo con un gran destro da sinistra alle spalle di Szczesny. Con Ramsey e De Sciglio, rispettivamente al posto di Costa e Bentancur, la Juventus prova a tornare in vantaggio, ma il Verona non molla e sfiora il raddoppio con Borini e Kumbulla. Questione di poco e il raddoppio arriva davvero, suggerito dal Var che segnala all’arbitro il tocco di braccio non visto di Bonucci. Rigore giusto e trasformazione perfetta di Pazzini. Sei minuti di recupero sarebbero più sufficienti per pareggiare, ma la Juventus non c’era prima del gol di Ronaldo e non c’è nemmeno dopo quelli di Borini e Pazzini. E alla fine la festa è tutta del Verona. E forse dell’Inter se vincerà il derby.



HELLAS VERONA-JUVENTUS 2-1, IL TABELLINO 

Marcatori: Cristiano Ronaldo 25' s.t.; Borini 31' s.t.; Pazzini 40' s.t. 

Assist: Dybala 25' s.t.; Pazzini (rig.) 40' s.t.

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Miguel Veloso (dal 13' s.t. Verre), Lazovic (dal 34' s.t. Dimarco); Pessina, Zaccagni (dal 24' s.t. Pazzini); Borini. All. Juric
 
JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur (dal 38' s.t. De Sciglio), Pjanic, Rabiot (dal ; Douglas Costa (dal 28' Ramsey), Higuain (dal 14' s.t. Dybala), Ronaldo. All. Sarri

Arbitro: Massa

Ammoniti: Alex Sandro 20' p.t. (J), Lazovic 39' p.t. (V), Pessina 41' p.t. (V), Dybala 30' s.t. (V), Bonucci 40' s.t. (J)