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Nel convulso periodo pre-elettorale in FIGC del 2014, dopo le dimissioni di Giancarlo Abete, un'incredibile campagna mediatica interessò Carlo Tavecchio, prima candidato e successivamente eletto Presidente. All'epoca ci fu un episodio, tra i più curiosi e clamorosi di quelli capitati allora, che ha visto oggi la sua conclusione davanti al Tribunale Penale di Milano: il giornalista Andrea Merkù, noto come imitatore e realizzatore di scherzi per la trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’, fingendosi Luciano Moggi, imitandone la voce e la celebre cadenza, telefonò all’aspirante Presidente Federale nel tentativo di carpire qualche indiscrezione o opinione sulla difficile situazione del calcio italiano e su alcuni dei protagonisti della politica sportiva italiana.

La telefonata, a cui Tavecchio rispose senza accorgersi dell'inganno, trovò successivamente ampio risalto mediatico e venne diffusa a terzi per finalità promozionali anche alla luce del fatto che, quattordici giorni dopo, sarebbe diventato Presidente della FIGC.

Dopo il rinvio a giudizio ed il trasferimento per competenza territoriale dal Tribunale penale di Roma a quello di Milano, Carlo Tavecchio si è costituito parte civile, assistito dall’Avv. Mattia Grassani. Celebrate quattro udienze, tenute dal Giudice monocratico della Sesta Sezione Penale, Mario Morra, in cui sono stati sentiti vari testimoni, oggi, nonostante il rappresentante della Procura della Repubblica avesse chiesto l’assoluzione, è stata pronunciata, nei confronti del Sig. Andrea Merkù, sentenza di condanna a 15 giorni di reclusione, convertiti in pena pecuniaria, per il reato di sostituzione di persona (art. 494 codice penale), con obbligo di pagamento di 3.000,00 a titolo di risarcimento del danno e 2.800,00 per spese legali.