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La Lazio è ripartita a Firenze. Correa e Immobile l'hanno spinta oltre i viola, in una giornata amarissima per il presidente Commisso che, appena arrivato da New York, ha visto in mattinata la sconfitta della Fiorentina delle donne nella Supercoppa contro la Juve e in serata la sconfitta della Fiorentina dei maschi contro la Lazio. Per il gioco, il numero di occasioni e la voglia di cercare i tre punti, la squadra di Inzaghi ha meritato la vittoria. Anche in questa partita protagonista è stato un arbitro, il campano Guida, che nel primo tempo non ha valutato da rigore una spinta col gomito di Caceres su Lazzari mentre nel secondo si è comportato nello stesso modo per un fallo di Lukaku su Sottil che ha dato il via all’azione del 2-1.

IMMOBILE TOTALE - E’ stata la grande serata di Luis Alberto, un giocatore che quando è ispirato diventa travolgente. Ed è stata anche la serata di Ciro Immobile che Inzaghi ha schierato per 80' da rifinitore alle spalle di Correa e per il quarto d'ora finale (recupero compreso) di nuovo attaccante al fianco di Caicedo. Bene: se un rifinitore deve fare l'assist, Ciro ha mandato Correa in porta; se un attaccante invece deve fare gol, quando Immobile ha avuto la prima palla buona l'ha messa dentro di testa. Così ha raggiunto un mito laziale, Giorgio Chinaglia, con 77 gol realizzati in Serie A con la maglia biancoceleste.

I CAMBI DI INZAGHI - Rispetto alla partita di Glasgow, Simone aveva cambiato mezza squadra: Patric per Vavro, Radu per Bastos, Luis Alberto per Parolo, Lulic per Joni e Immobile per Caicedo. Sul piano tecnico, grazie soprattutto alla partita dello spagnolo, il miglioramento era evidente. Montella, invece, ha schierato per la settima volta di fila la stessa formazione senza centravanti e fino ai cambi la scelta del tecnico era giusta.

I GOL - La Lazio ha segnato sfruttando un errore di impostazione di Badelj. Palla recuperata da Luis Alberto, che stava occupando la scena con la sua tecnica sopraffina, in un attimo il tocco per Immobile (su cui Pezzella ha fatto inutilmente un passo avanti) e nell'attimo successivo l'assist di Ciro per Correa: gol facile. La Lazio avrebbe potuto chiuderla, o comunque piegarla, tre minuti dopo con un doppio scambio da applausi Luis Alberto-Correa, ma stavolta, nel "tu per tu" con Dragowski, l'argentino si è fatto respingere il tiro. E' stata la spinta, diciamo la sveglia, per i viola. L'azione del pari è nata da un recupero di Dalbert (l'unica cosa positiva del suo primo tempo incolore) su Lazzari, poi tutto in velocità, Caceres, Dalbert, Badelj, Castrovilli che, quando aveva tre laziali intorno, ha toccato per Ribery su cui si sono avventati Patric, Leiva e Lazzari, con Acerbi in arrivo: la grandezza del francese è stata il tempo, oltre che la precisione, con cui ha crossato per Chiesa, sventola al volo di sinistro sul primo palo, mentre in piena area di rigore Radu lo marcava a tre metri di distanza. Errore imperdonabile.

RIPRESA LAZIALE - I primi 45' erano stati pari anche come gioco. La Lazio aveva più possesso palla, ma i continui strappi di Castrovilli, Ribery e Chiesa creavano qualche problema alla difesa di Acerbi. Nel secondo tempo, la squadra di Inzaghi ha cominciato a palleggiare nella metà campo viola che tardava a ripartire anche perché Chiesa, con qualche acciacco muscolare (si toccava di continuo le cosce), non alimentava più l'attacco. Era solo quell'indemoniato di Ribery a mettere in difficoltà la Lazio. Ma a questo ha provveduto... Montella. A 20 minuti dalla fine fuori il francese per far entrare Boateng. Montella ha pensato alla partita di mercoledì prossimo quando questa si doveva ancora concludere. E' stato un errore che non doveva commettere. Fra l'altro Ribery non l'ha presa bene.

2-1 E RIGORE - Ora sì che la Fiorentina concedeva gioco e campo alla Lazio. Nonostante i tre giorni in più di riposo (i viola hanno giocato lunedì a Brescia, i laziali giovedì a Glasgow), era la squadra di Montella in difficoltà fisica e atletica, non certo quella di Inzaghi. Lukaku, appena entrato al posto di Lulic, ha rubato palla a Sottil pestandogli il piede ed è partito sulla sinistra come un treno, cross dal fondo, Immobile si è staccato sul secondo palo, Dalbert si è addormentato, stacco, colpo di testa, palla sull'altro palo. Un ultimo attacco, ancora di Lukaku, ha portato al rigore dopo un tiro in piena area di Luis Alberto: respinta con la mano di Ranieri, rigore, secondo giallo per il difensore della Fiorentina, rigore che Caicedo si è fatto parare da Dragowski, nettamente il migliore dei viola. Restava la domanda: ma perché quel rigore non l'ha calciato Immobile? E' lui, a quanto risulta, il capocannoniere del campionato e il rigore lo avrebbe aiutato a salire ancora. Inzaghi ci pensi la prossima volta.

IL TABELLINO

Fiorentina-Lazio 1-2 (primo tempo 1-1)


Marcatori: 23’ p.t. Correa (L), 28’ p.t. Chiesa (F),44’ s.t. Immobile (L)

Assist: 23’ p.t. Immobile (L), 28’ p.t. Ribery (F), 44’ s.t. Lukaku (L)

Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres (37’ p.t. Ranieri); Lirola (15’ s.t. Sottil), Pulgar, Badelj, Castrovilli, Dalbert; Chiesa, Ribery (28’ s.t. Boateng). All. Montella.

Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic (9’ s.t. Parolo), Leiva, L. Alberto, Lulic( 15’ s.t. Lukaku); Correa (33’ s.t. Caicedo), Immobile. All. Inzaghi.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata

Ammoniti: 41’ p.t. Ranieri (F), 43’ p.t. Luis Alberto (L), 46’ p.t. Lulic (L), 23’ s.t. Castrovilli (F), 28’ s.t. Pulgar (F), 44’ s.t. Pezzella (F), 45’ s.t. Parolo (L)

Espulsi: 48’ s.t. Ranieri (F)