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Due pali, un gol annullato, due rigori richiesti, uno concesso ma sbagliato. Lazio-Torino, più che una partita che poteva non significare niente per i padroni di casa e tutto per gli ospiti, è stata una vera e propria battaglia campale tra una squadra, il Toro, che ha dato il tutto per tutto per salvarsi, e il biancocelesti, che hanno provato fino in fondo a onorare il campionato, come fatto nel weekend anche da Cagliari e Crotone. Inoltre in questo caso c'erano due motivazioni in più: la voglia di Simone Inzaghi di fare un favore al fratello Pippo e la rivalità tra i presidenti Lotito e Cairo.

BENEVENTO IN B, CONSOLAZIONE PARACADUTE - Purtroppo per il Benevento, però, non è bastato: i granata si salvano con una giornata di anticipo ed eviteranno lo scontro infuocato al Grande Torino per la permanenza in A, i sanniti retrocedono dopo solamente una stagione e si consolano con i 10 milioni di euro di paracadute per la discesa in cadetteria.

IL TRADIMENTO DI IMMOBILE E SIMONE VERSO PIPPO INZAGHI. ED E' LA PRIMA VOLTA... - Lo snodo fondamentale è arrivato soprattutto a causa dell'errore dal dischetto di Ciro Immobile, che a soli otto minuti dalla fine ha sparato sul palo la rete che avrebbe tenuto in vita il Benevento: "tradimento" da parte del centravanti della Nazionale e del suo tecnico ai danni del fratello, che si aspettava la vittoria dei capitolini per giocarsi sul campo le residue speranze di salvezza. Inoltre la Lazio, per la prima volta in 37 giornate di Serie A e in 8 di Champions League, è rimasta a secco di reti all'Olimpico: una condanna atroce per il Benevento, che saluta il massimo campionato con parecchi rimpianti.

@AleDigio89