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A Firenze si è aperto un processo a Commisso e al mercato della Fiorentina. La città non si è divisa, come spesso accade, ma si è schierata in gran parte contro la società viola. I motivi: la cessione di Chiesa, un mercato deludente, le promesse tradite di grandi ambizioni, il pensiero rivolto unicamente allo stadio e al centro sportivo e dunque ai personalissimi interessi del presidente. Ebbene, non siamo d’accordo con nessuna di queste accuse.

La Fiorentina con i Della Valle ultima versione era una società spenta, senza slanci, capace di ammazzare anche la passione di una città pazza di calcio come Firenze. Oggi il club viola è un vulcano di idee, di progetti, di cose fatte e di altre da fare, di battaglie. E anche di polemiche e di errori, perché chi lavora e si adopera può sbagliare, ma con l’obiettivo finale di crescere. Commisso è già pronto per costruire il centro sportivo? Una mossa che arricchisce la Fiorentina del futuro. Lotta per poter costruire lo stadio? Tutti i proprietari di società lo fanno, dal Milan all’Inter fino alla Roma e al Cagliari, e chi ci è riuscito - come la Juve - si porta dietro invidie e scudetti. Certo, Commisso pensa al proprio portafoglio, ma esiste qualcuno che non lo fa, soprattutto se di mestiere è un imprenditore?

Il mercato, poi. La cessione di Chiesa a 50 - o più probabilmente 60 - milioni è un grande affare per la Fiorentina: il giocatore non avrebbe mai rinnovato il contratto, tra un anno sarebbe andato in scadenza e avrebbe avuto un valore probabilmente ridotto a un terzo (come Milik), avrebbe affrontato la stagione senza essere sereno. Come poteva Commisso rifiutare una proposta del genere? Poi è vero che l’affare potrebbe averlo fatto anche la Juve, che ha acquistato un potenziale campione, ma questo non è e non può essere un problema della Fiorentina, la quale ha l’obbligo di guardare ai propri, di interessi.

Ci sono tifosi che dicono: la Fiorentina doveva reinvestire quanto ha incassato da Chiesa. Già, ma chi poteva prendere nell’ultimo giorno di mercato senza rischiare di buttare qualche decina di milioni? Forse lo stesso Milik, che però non si è voluto muovere da Napoli. Altrimenti è molto più sensato aspettare, capire se qualcuno dei giovani attaccanti esplode in modo definitivo, investire eventualmente a gennaio. Una grande società deve anche avere la forza di non seguire gli umori della piazza, ma di pensare alle scelte migliori per se stessa. La Fiorentina lo ha fatto.
E non va sottovalutato che in questo 2020, da molti ritenuto disastroso per la Fiorentina sul mercato, sono arrivati Amrabat, uno dei migliori centrocampisti dello scorso campionato, la sicurezza Callejon, il promettente Martinez Quarta che in Argentina gode di grande considerazione (e che difficilmente si rivelerà peggiore di Ceccherini).

Davvero la Fiorentina e Commisso meritano processi e non elogi?

@steagresti