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Calciomercato.com ha posto all’Agente FIFA Jean-Christophe Cataliotti, titolare dei corsi di Reggio Emilia per aspiranti agenti dei calciatori e osservatori di calcio (per info www.footballworkshop.it o scrivere a avvcataliotti@libero.it), alcune domande sulle norme che regolano i casi di malattia e infortunio dei calciatori di serie A.

Cataliotti si registrano sempre di più tanti infortuni in serie A, specie nell’Inter. Che cosa dicono le norme?

L’infortunio nel calcio è sempre dietro l’angolo. Proprio per tale motivo, le società beneficiano, in caso di infortunio dei loro calciatori, di indennità assicurative pattuite a loro favore. Anche il calciatore infortunato è tutelato per il periodo di inabilità, in quanto gli spetterà la retribuzione stabilita dal contratto fino alla scadenza dello stesso.

E se l’infortunio dovesse protrarsi per un periodo molto lungo?

Qualora l’inabilità o l’inidoneità del calciatore per infortunio (o anche per malattia) dovessero protrarsi oltre i 6 mesi, la Società potrà richiedere al Collegio Arbitrale la risoluzione del contratto ovvero la riduzione alla metà della retribuzione maturanda dalla data della richiesta fino alla cessazione dell’inabilità e comunque non oltre il termine di scadenza del contratto.

Il calciatore può avvalersi di un’assistenza sanitaria diversa da quella messa a disposizione dalla società?

Sì, anche se, in generale, il calciatore si avvale, senza oneri e spese, dell’assistenza sanitaria primaria (interventi chirurgici, medicinali, degenza in ospedali, attività di riabilitazione) che la società è tenuta mettere a disposizione dei suoi calciatori. Può, tuttavia, accadere, che il calciatore intenda avvalersi di una assistenza sanitaria diversa da quella messa a disposizione dalla società; in tale ipotesi, il calciatore dovrà darne tempestiva comunicazione scritta alla società e dovrà affidarsi a soggetti e/o strutture di specchiata professionalità e chiara fama.

E se l’infortunio dovesse determinare l’inidoneità definitiva del calciatore?

In tale malaugurata circostanza la società ha diritto – come recita l’accordo collettivo dei calciatori di serie A finora richiamato – di richiedere immediatamente al Collegio Arbitrale la risoluzione del contratto di prestazione sportiva.

Potrebbe, infine, capitare che l’infortunio o la malattia risultino dipendenti da colpa grave del calciatore. In tal caso quali le conseguenze?

In tal caso troverebbero applicazione le regole generali in materia di inadempimento contrattuale a prescindere dalla durata della malattia o della menomazione; la società, quindi, potrebbe chiedere, ricorrendone i presupposti, la riduzione della retribuzione o, nei casi più gravi, la risoluzione del contratto.