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Dodici calciatori in scadenza, sette di questi addirittura over 30. Se l'Inter avesse un progetto fiorente e possibilità di investire, li accompagnerebbe tutti (o quasi) alla porta con il sorriso. Certo, con un ringraziamento speciale per il contributo e per la professionalità dimostrata negli anni, ma anche con la soddisfazione di programmare un nuovo corso. Invece non sarà così perché il piatto piange e la necessità è quella di spremere il limone fino all'ultima goccia. Ecco perché quasi tutti gli addii si trasformeranno in rinnovi, rinviando di fatto un problema che però qualsiasi proprietà avrebbe l'obbligo di affrontare e risolvere. Anche perché il messaggio che arriva nello spogliatoio è tutt'altro che esaltante, motivo per cui bisogna poi fare i salti mortali per convincere gente come Skriniar a firmare il rinnovo. Non è solo una questione di ingaggio. E non basta neanche promettergli la fascia da capitano e altri fregi: i calciatori vogliono anche vincere e far parte di un progetto solido. Cose che oggi Zhang non può offrire. 

7 OVER 30 - L'Inter non è nella condizione di poter scegliere e fatta qualche eccezione (Gagliardini, Dalbert), si ritroverà a trattare anche rinnovi di calciatori che da un po' di tempo hanno smesso di brillare. A tal proposito l'esempio più calzante è quello di de Vrij, con cui sono avviati i dialoghi per un rinnovo con ingaggio immutato. Presto si parlerà anche con il 33enne Darmian e già qualche settimana sono iniziati i primi sondaggi con il quasi 37enne Edin Dzeko. Tra gli over 30 c'è anche Acerbi, altro calciatore che l'Inter vorrebbe trattenere, ma di sicuro non versando i 4 milioni che Lotito chiede per il riscatto. La proposta alla Lazio sarà quella di inserire dei bonus al raggiungimento di alcuni traguardi sportivi. Sarà ricevuto anche l'agente del 34enne Danilo D'Ambrosio, su cui comunque ci sono ancora valutazioni in corso. Così come sul 39enne Cordaz, su cui però si farà qualche ragionamento solo alla fine, diciamo verso maggio. E poi c'è il 39enne Handanovic, che quest'anno per la prima volta ha preso confidenza con la panchina. 
BIG ROM - Discorso a parte merita Romelu Lukaku, su cui l'Inter dovrà fare delle riflessioni profonde. Quello del belga non è un prestito normale, pesa sulle casse della società per una ventina di milioni di euro, non pochi. Il sacrificio economico è stato concesso perché si pensava che "Big Rom" potesse spostare gli equilibri, ma di fatto Inzaghi non lo ha mai avuto a disposizione e comunque in questi primi mesi trascorsi ad Appiano ha dato la sensazione di essere un atleta diverso da quello apprezzato nell'era Conte. L'anno prossimo varrà nuovamente la pena rinnovare il prestito per la stessa cifra? Questa sarà una considerazione molto importante per l'Inter, che però dovrà interrogarsi e rispondere alla solita domanda: lo troviamo uno migliore alla stessa cifra? Insomma, l'Inter deve guardare avanti, ma l'orizzonte è un po' offuscato. Servono fede e fantasia.