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Francesco Acerbi deve aver trascorso le ultime due settimane in un rifugio ben schermato dal mondo esterno. Nulla l’ha turbato, non una sola critica che abbia scalfito le sue certezze, eppure sono state tante. Basti pensare al suo arrivo a Milano, con zero tifosi ad accoglierlo, visite mediche svolte in gran segreto, lontano anche dagli occhi indiscreti dei giornalisti. La verità è che molti interisti hanno bocciato Acerbi ben prima di vederlo in campo, quasi all’unanimità, dando vita a una situazione imbarazzante, che ha visto il difensore arrivare in una nuova piazza, ma accolto con la stessa sfiducia che aveva lasciato a in quella vecchia.


NON SONO UNA COMPARSA - Una circostanza insidiosa, che avrebbe sicuramente potuto piegare chiunque. Acerbi sembra non averci fatto neanche caso e questo è sicuramente un merito da evidenziare, così come le sue prime parole, non banali, pronunciare da nerazzurro subito dopo la vittoria ottenuta contro il Viktoria Plzen: “Non sono venuto qui a fare la comparsa”, ha spiegato l’ex Lazio, mettendo immediatamente in chiaro che non si è trasferito a Milano per veder giocare de Vrij. O comunque per starsene in panchina così a cuor leggero.
IL DISCEPOLO - Parole che in verità hanno trovato conferma anche nei fatti, perché Acerbi ha effettivamente giocato da leader già all’esordio con la sua nuova squadra. Alla prima apparizione ha guidato la difesa con grinta, talvolta anche alzando la voce. Acerbi ha dettato le giocate ai compagni, ha richiamato all’ordine uomini che vivono quello spogliatoio da anni e a fine partita, nonostante la vittoria, si è detto non pienamente soddisfatto per via di quei cali di tensione che una squadra come l’Inter non può permettersi. Acerbi predica già il verbo di Inzaghi, parla con le stesse parole del suo allenatore, che infatti è stato quello che più lo ha voluto a Milano, rischiando anche di mettersi contro qualcuno.

IL SORPASSO - Siamo solo all’inizio, ma la sensazione è che Acerbi saprà ripagare la fiducia del suo allenatore. Non solo, sarà anche uno stimolo necessario per Stefan de Vrij, in evidente difficoltà da oltre un anno. E chissà che alla fine il titolare diventi proprio Acerbi, probabilmente in un futuro neanche troppo distante, specie se de Vrij dovesse proseguire sulla scia delle ultime prestazioni. Acerbi è alla prima da titolare, è un inizio, ma l’impatto che ha avuto in questa squadra è stato tutt’altro che banale. Così come la leadership che gli hanno riconosciuto i senatori dello spogliatoio nerazzurro.