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Un nuovo allenatore, un modo differente di intendere il calcio e, per certi versi inaspettatamente, gerarchie interne che si sono modificate. Simone Inzaghi è ancora alla ricerca della famosa quadra, ma tra i cambiamenti che balzano all'occhio in maniera più nitida c'è un ballottaggio per il ruolo di centrale di difesa mancino che sta aprendo prospettive inedite ad uno degli uomini del momento, Federico Dimarco. E che pongono ancora di più in evidenza il momento di difficoltà che sta attraversando Alessandro Bastoni.

E' CAMBIATO TUTTO - Una delle migliori scoperte della gestione Conte, tanto da diventare in pochi mesi come una "nuova proposta" anche per la Nazionale di Roberto Mancini e uno dei migliori prospetti nella sua posizione a livello europeo, sta incontrando più problemi del previsto ad assimilare idee e movimenti difensivi, che si sono evoluti di pari passo con la filosofia calcistica importata da Inzaghi. Più propositiva e spregiudicata, con una linea difensiva più alta e che finisce per esporre i componenti della linea più arretrata a lunghe rincorse all'indietro che nell'Inter di Conte non erano contemplate. Più campo da coprire e caratteristiche fisiche e tattiche che devono essere adattate ad un nuovo contesto: nessuno potrà eccepire sulle doti che Madre Natura ha dato a Bastoni - tra l'altro reduce da una stagione lunghissima come quella passata, conclusasi con l'Europeo - ma che il processo di inserimento in questa nuova veste si stia rivelando arduo è innegabile.
DIMARCO NEL FUTURO - Sta invece traendo giovamento da questa situazione Dimarco che, dopo i mesi di apprendistato alla corte di Juric, si sta "riscoprendo" non solo come opzione alternativa a Perisic come quinto di centrocampo, ma anche come centrale di impostazione capace di sparigliare le carte dal punto di vista offensivo e comunque con le qualità atletiche per reggere il confronto con avversari rapidi e meno prevedibili. Una duttilità che fa del ragazzo nato e cresciuto nel vivaio nerazzurro un elemento molto prezioso soprattutto in prospettiva futura e che sta inducendo il club ad avviare le prime discussioni per il prolungamento del contratto in scadenza nel 2023. Un accordo che sarà a breve prolungato fino al 2025-2026, con un un relativo adeguamento al rialzo dell'ingaggio.