17
Passano gli allenatori ma in casa Inter ormai da 3 anni c'è un unico grande insostituibile e si tratta di Marcelo Brozovic. Da quando Luciano Spalletti è riuscito, cambiandogli ruolo, a farlo diventare uno dei registi bassi più importanti d'Europa il centrocampista croato ha elevato le sue prestazioni al punto da diventare imprescindibile per la formazione nerazzurra e non solo.

FONDAMENTALE PER CONTE - Anche nella gestione di Antonio Conte Brozovic è diventato presto un perno insostituibile. L'allenatore salentino non solo fatica a rinunciare alla sua presenza nell'11 titolare, ma si è accorto che, senza di lui (o quando lui non gira), tutta la macchina tattica sia in fase di possesso che di non possesso si blocca. Brozovic detta i tempi sia nella costruzione della manovra palla al piede, che di uscita senza palla nell'ormai celebre gegenpressing a tutto campo. 
LA CLAUSOLA - Lo scorso 25 ottobre 2018 l'Inter ha ufficializzato il rinnovo fino al 30 giugno 2022 del suo contratto con l'aumento della clausola rescissoria precedente da 50 a 60 milioni di euro. Una clausola che oggi appare alla portata di tutti i top-club d'Europa ma che, soprattutto, sta spingendo l'Inter ad avviare i discorsi per il suo prolungamento. Senza fretta perché in caso di pagamento della clausola il club nerazzurro realizzerebbe praticamente una plusvalenza pulita dato che il suo impatto a bilancio è oggi inferiore ai 3 milioni di euro.

LA PRIORITA' DI MAROTTA - La priorità di Marotta è quindi sì riconoscere a Brozovic un aumento salariale dovuto alle sue prestazioni salendo e non di poco rispetto ai poco più di 2,5 milioni di euro più bonus che percepisce attualmente. In cambio però l'ad nerazzurro vorrebbe togliere la clausola rescissoria, una formula che non ha mai amato e a cui preferisce un rapporto diretto con agenti e calciatori. Entro fine anno le parti si siederanno a trattare, ricordando che la clausola è valida sì, ma soltanto per l'estero e durante le prime due settimane di luglio.