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Da top a flop. In un anno è cambiato il mondo per Romelu Lukaku. Esattamente 12 mesi fa, a San Siro contro il Sassuolo, l'attaccante belga aprì le danze nella decima vittoria di fila nel girone di ritorno in Serie A dell'Inter, lanciata in fuga verso il 19esimo scudetto della propria storia. I giudizi di allora erano entusiastici e lo ponevano allo stesso livello dei due centravanti d'esperienza migliori al mondo: Robert Lewandowski e Karim Benzema. 

Il confronto diretto con quest'ultimo di ieri sera a Stamford Bridge è stato imbarazzante. Il francese ha trascinato il Real Madrid con la seconda tripletta consecutiva in Champions League dopo quella decisiva realizzata al Santiago Bernabeu nella rimonta sul Paris Saint-Germain. Fatto partire ancora una volta dalla panchina da Tuchel, Lukaku è entrato al 64° minuto al posto di Pulisic e si è fatto vedere soltanto per un gol sbagliato di testa. Confermando di essere un corpo estraneo nella squadra campione d'Europa uscente, che nello scorso mercato estivo ha sborsato la bellezza di 113 milioni di euro per acquistare il suo cartellino. Con un contratto fino a giugno 2026 da 12 milioni di euro netti all'anno: un investimento fallimentare. 
Lukaku manca all'Inter e a Lautaro e l'Inter e Lautaro mancano a Lukaku, ma non è detto che un suo ritorno sia la soluzione migliore per tutti. A prescindere dal discorso economico, siamo sicuri che il gigante belga a Milano tornerebbe a essere lo stesso leader ammirato nelle passate due stagioni? Anche perché sulla panchina dei nerazzurri non c'è più Antonio Conte, l'allenatore che lo ha apprezzato e valorizzato più di tutti nella sua carriera. 

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