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E' inevitabile che, nei giorni successivi allo scudetto del Milan, il più bersagliato dagli sfottò rossoneri sia quel giocatore che, la scorsa estate, è passato dall'altra parte della barricata per provare a conquistare un campionato che, invece, ha fatto il percorso inverso. Secondo con il Milan nel 2020-2021 dietro all'Inter, secondo con l'Inter nel 2021-2022 dietro al Milan. E poco importa se nel frattempo Hakan Calhanoglu ha sollevato due trofei, cosa che in rossonero non aveva mai fatto: la gioia più grande l'ha mancata, nonostante a livello personale siano arrivati i numeri migliori di sempre in carriera: 7 gol e 12 assist. 

ETERNO SECONDO - Specie il dato sui passaggi vincenti è notevole, incrementato dalla consegna di battere i calci da fermo, ma anche in quella che è la specialità della casa, ovvero la rifinitura, Calhanoglu non è primo. Berardi del Sassuolo infatti lo batte in fatto di assist con 13, uno in più, mentre due sono le lunghezze pagate a Deulofeu dell'Udinese in materia di passaggi chiave: 78 a 76. Ricordiamo che gli assist sono i passaggi che vengono tramutati in gol, mentre i passaggi chiave sono quelli che portano a un tiro. Quindi, se Calhanoglu non è davanti a Berardi, parte della "colpa" è anche di chi non ha fatto gol. La magra consolazione? Nessuno in Serie A ha fatto più assist da fermo, 7. Ma si tratta di una sottocategoria che lascia il tempo che trova. 
BILANCIO - E' chiaro che, se circoscriviamo il giudizio alla sola Serie A, la stagione del turco, notevole nei numeri, è assai deludente per i risultati, sia di squadra, sia individuali. Sono arrivati d'altra parte due trofei, e dunque tecnicamente il desiderio di vincere con l'Inter è stato esaudito. Ma c'è la sensazione che manchi qualcosa, specie per come si era messa a un certo punto la stagione. Per il bersaglio grosso, quel campionato che gli manca nel palmarès dalla terza divisione tedesca con il Karlsruhe nel 2012-13 (nove anni fa), ci sarà tempo di riprovare l'anno prossimo.