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È inutile negarlo, il momento è di quelli no e sulla testa di Stefan de Vrij sembra proprio campeggiare la classica nuvola di Fantozzi. Due suoi errori clamorosi hanno tolto all’Inter una manciata di punti e anche qualche certezza, considerando che i blackout sono arrivati in partite scudetto come quelle contro Milan e Napoli. Svarioni che non ti aspetti da uno come lui, che di classe ed esperienza ne avrebbe da vendere. Ma ad analizzarla bene, invece, l’erroraccio di de Vrij nelle partite ad alta percentuale di stress inizia a non essere propriamente una rarità.

GESTIONE DELLO STRESS - Il difensore olandese nel derby di Milano ha steccato sia all’andata che al ritorno. Contro il Napoli ha atterrato Osimhen, girato spalle alla porta, in posizione quasi del tutto innocua, provocando il calcio di rigore. Ed altrettanto aveva fatto atterrando Icardi in un’altra gara decisiva, quel Lazio-Inter che valse la Champions per i nerazzurri. Insomma, prendendo in esame queste sfide, viene da pensare che forse qualche problema con la gestione dello stress potrebbe esserci.
CALO DI RENDIMENTO E DISTANZA SUL RINNOVO - Intanto a Milano la stima nei suoi confronti è immutata, ma i dialoghi tra la dirigenza nerazzurra e Mino Raiola, suo agente, spingono a pensare come quello attuale potrebbe essere l’ultimo anno di de Vrij a Milano. Sul rinnovo (scadenza a giugno 2023) c’è distanza e l’entourage del difensore ha assicurato che in estate non mancheranno offerte che in viale della Liberazione saranno pronti ad analizzare. Prima però c’è una stagione da finire nel migliore dei modi e non è un particolare da niente, anche perché il calo di rendimento di de Vrij è un aspetto che può incidere in una corsa a ostacoli impegnativa e stancante, come quella che porta allo scudetto.