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L'Inter reagisce alle ultime poco brillanti prestazioni e a Reggio Emilia mette in campo una motivazione diversa, che si traduce in una partita quasi perfetta. Approccio giusto, che secondo la nasce da un confronto avvenuto a San Siro. 
“Quel che c’è dietro, è il racconto di quanto avvenuto mercoledì sera. Il teatro è lo spogliatoio di San Siro, il Real Madrid ha da poco vinto passeggiando, l’Inter ha fallito l’ennesimo approccio al match e soprattutto complicato maledettamente il cammino futuro in Champions League. Antonio Conte arriverà ai microfoni televisivi molto in ritardo. Il motivo va cercato appunto in un lungo confronto in cui non ha parlato solo l’allenatore nerazzurro. Hanno preso la parola diversi giocatori, a partire dal capitano Samir Handanovic. È un fatto insolito, di solito non si parla mai a caldo, si rinvia tutto il giorno dopo ad Appiano. Ma il momento era buono. Soprattutto, non rimandabile, perché tre giorni prima la squadra era stata pubblicamente strigliata da Conte per l’atteggiamento. insomma, era il secondo «tradimento» consecutivo. E invece nella pancia di San Siro sono emersi concetti positivi, molto più che le recriminazioni di qualche singolo per quel che non stava andando. Eccone alcuni: «Non noi siamo quelli di stasera. Siamo più forti. È ora di rialzare la testa, non facciamoci trascinare a fondo dalla negatività». E ancora: «È il momento di ripartire. Qui se ne esce in un solo modo, uniti. Aiutiamoci». E poi, portando la testa al campionato: «Che si passi o no il turno nel girone di Champions League, abbiamo davanti tutto un campionato da disputare. E dobbiamo dare qualsiasi cosa per vincere, a partire da sabato». E sabato è arrivato, con un 3-0 senza appello al Sassuolo, condito pure dal sorpasso in classifica alla Juventus”.