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Alla vigilia della sfida di campionato dell'Inter contro l’Udinese, Antonio Conte risponde alle domande dei giornalisti presenti in conferenza stampa.

Che partita si aspetta?
“Preparare le gare dopo la sosta è sempre particolare, i giocatori ti arrivano in condizioni psicofisiche differenti e la situazione da gestire è diversa da quando li hai a disposizione per tutto il tempo. Sarà una partita difficile perché l'Udinese è fisica e forte, difendono bene e sono bravi nelle ripartenze. Hanno qualità con Pussetto, Nestorovski e De Paul e sono bravi sulle palle da fermo. Sono una brutta gatta da pelare ma ci stiamo preparando perché ci aspettano sette partite toste ma scopriremo a che punto siamo con tutti i calciatori della rosa”. 

In base a queste partite peserete le vostre ambizioni?
“Ci saranno sfide molto impegnative, ci sarà anche la prima in Champions. Non è questione di misurare le ambizioni ma cercare di fare il nostro meglio di partita in partita, affrontando ogni gara al massimo della concentrazione. Sabato contro l'Udinese sarà già la partita della vita, vogliamo mantenere alto l'entusiasmo che si è creato in tutto l'ambiente. Entusiasmo che deve essere sempre ben dosato”.

Ti aspettavi questa accoglienza dei tifosi?
“Devo essere onesto e dico che mi fa piacere che mi hanno accolto così. Ho sempre detto che sono questo nel bene e nel male, mi calo totalmente nella storia del club in cui lavoro e cerco di trasferire questo ai miei calciatori”.

Cosa ti aspetti da Sanchez?
“Parliamo di un calciatore forte, uno che in passato ha dimostrato di avere tutte le qualità, uno che in passato ha vinto e giocato in Barcellona, Arsenal e United. Ha qualità, velocità, forza e resistenza, deve riannodare il filo che ha perso negli ultimi tempi allo United, dove non ha dimostrato il suo reale valore. Dobbiamo riportarlo ad essere quello che conoscevamo”.

Sorpreso da Lukaku? È l'unico insostituibile?
È entrato nel pianeta Inter con grande umiltà e disponibilità, sempre col sorriso e il resto del gruppo ha immediatamente capito accogliendolo nel modo migliore. Parliamo di un ragazzo che ha grandi doti umane, di valore, un buono che si mette a disposizione della squadra. È altruista, pensa alla squadra e il suo primo pensiero non è il gol. In rosa c'è Lautaro che ha caratteristiche simili anche se fisicamente è un po' diverso”.

A che percentuale di forma è Lautaro? Può competere con Ronaldo per il titolo di capocannoniere?
“Sta lavorando e la sua forma fisica è migliorata anche nel concetto dell'idea di calcio. Ci auguriamo che lui oltre a giocare per la squadra possa anche fare tanti gol perché li ha sempre fatti e non vedo perché non debba farli all'Inter. Per il resto non voglio paragonarlo a Ronaldo che insieme a Messi è il migliore al mondo. Lukaku deve pensare a lavorare e segnare per noi, poi vedremo alla fine”.

Come va l'inserimento dei nuovi?
“Lazaro ha avuto questo infortunio che non mi ha dato la possibilità di vederlo in partite di un certo livello. Sono felice di averlo visto in Nazionale, contiamo tanto su di lui e nelle sue corde ha sia l'uno contro uno che una buona resistenza. Adesso dovrò testarlo in una partita ufficiale e chiaramente accadrà, ma arriva da un campionato meno tattico rispetto al nostro e sta lavorando. Per Biraghi questo processo è più semplice, adesso sta meglio e insieme a Dimarco è una valida alternativa ad Asamoah. Sono contento della rosa che abbiamo allestito, devo essere bravo a lavorare con loro e a farli crescere”. 

Ti aspettavi di partire così bene in campionato e quali insidie vedi dietro all'entusiasmo?
“La partenza è stata buona per i sei punti. Si percepisce l'entusiasmo attorno a noi e questo è un bene, ma questo entusiasmo deve essere associato alla nostra voglia di costruire qualcosa di importante, al di là del risultato. Oggi l'Inter si mostra come una società che ha le idee chiare e questo deve creare entusiasmo”.

C'è qualcosa che sistemerebbe nello stadio San Siro?
“Tutti sono innamorati di San Siro, è la Scala del calcio e quando si inizia a giocare si dice sempre che non ci si può definire calciatori finché non si gioca a San Siro. Non trovo grandi pecche, il campo è bello. L'unica cosa è che forse gli spogliatoi sono un po' piccoli”.

Icardi sta esordire con la maglia del PSG, cosa gli augura?
“Credo che Icardi debba presentarsi da solo. Noi possiamo solo augurargli un grande in bocca al lupo per questa esperienza, ma ad oggi non fa parte della nostra squadra e non è giusto che ne parli anche per suo rispetto”. 

Impressioni sulla prima parte di campionato di Skriniar?
“Io credo che dipende sempre da cosa l'allenatore ti chiede. Io a lui chiedo di partecipare alla manovra e non solo di fare il difensore. Gli sto chiedendo uno step in più, voglio che insieme agli altri compagni in difesa siano i primi registi della squadra. Devono vedere le giocate e prendere iniziative”. 

Teme che l'Inter non abbia ancora la giusta solidità?
“Io cerco identità e solidità quotidianamente. Sia con i titolari che con chi non ha giocato molto. L'Inter in assoluto è la squadra che ha cambiato di più e quando cambi molto devi mettere in conto un periodo di assestamento per tutti, soprattutto per i nuovi calciatori. Ma anche per i vecchi perché i nuovi allenatori portano nuove idee di calcio. Ci sono punti interrogativi che devono diventare punti esclamativi. Stiamo tutti assorbendo la stessa idea di calcio”. 

Sanchez può essere il suo Tevez?
“Credo che un allenatore debba far rendere al massimo i propri calciatori e in passato io questo l'ho fatto perché alcuni profili che oggi definiamo top erano sconosciuti quando sono arrivato. Con Sanchez è sicuramente accaduto qualcosa perché ad un certo punto si è interrotto. Vogliamo torni quello di prima ed ho trovato da parte sua grande disponibilità, per noi può essere importante”.