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Poche indicazioni, ma molto utili per il futuro dell'Inter sono uscite nel pomeriggio di martedì dall'amichevole vinta per 5-0 contro il Lugano. Antonio Conte ha ritrovato un Lautaro in gran forma e un Hakimi già imperioso in fascia, ma ciò che ha più destato curiosità è stata la gestione del centrocampo nerazzurro sia nel primo che nel secondo tempo, con un modulo il 3-4-1-2 rispolverato a sorpresa dopo il dietrofront del finale della passata stagione in cui l'allenatore salentino aveva optato per un ritorno al classico 3-5-2. 

SI' AL TREQUARTISTA - Il modulo con il trequartista è ancora in fase di sviluppo, ma sarà la base da cui partirà l'Inter in questa stagione. Nel primo tempo a ricoprire il ruolo è stato sulla carta Stefano Sensi, con alle spalle il duo Gagliardini-Barella (poi sostituito da Agoumé), mentre nella ripresa è toccato a Christian Eriksen vestire i panni del trequartista coperto dal duo Brozovic-Nainggolan. Trequartista sì, rifinitore no, anzi, verrebbe da dire che per come si sono comportati in campo i due, la richiesta di Conte fosse in realtà quella di avere nelle due fasi una sorta di "centrocampista mobile" in grado di fare la spola fra la trequarti difensiva e quella offensiva.
ALLA VIDAL, NON ALLA ERIKSEN - Un trequartista atipico insomma, non "alla Eriksen"
che, suo malgrado è apparso ancora una volta non perfettamente a suo agio nel ruolo di collante fra reparti in fase di possesso e primo pressatore una volta persa la palla. Verrebbe da dire che l'Inter disegnata con il 3-4-1-2 da Conte prevede un trequartista più "alla Vidal". Anzi, sembra proprio che il modulo sia disegnato ad hoc per riproporre quello che il centrocampista cileno faceva qualche anno fa nella sua Juventus, anni in cui arrivò a segnare i suoi massimi in carriera per reti segnate (18 fra campionato e coppe nel 2013/14). Un ulteriore messaggio alla dirigenza. Il colpo di mercato serve subito.